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Immagini dell'Italia. Vol. 1: Venezia-Verso Firenze-Firenze-Città toscane

Immagini dell'Italia. Vol. 1: Venezia-Verso Firenze-Firenze-Città toscane
titolo Immagini dell'Italia. Vol. 1: Venezia-Verso Firenze-Firenze-Città toscane
autore
traduttori ,
argomento Casa, hobby, cucina e tempo libero Viaggi e vacanze
collana BIBLIOTECA ADELPHI
editore ADELPHI
formato Libro: Copertina morbida
pagine 465
pubblicazione 12/2019
ISBN 9788845934292
 
32,00
 
3 copie disponibili
presso L' Ippogrifo Bookstore (C.so Nizza, 1)
1 copia disponibile
presso Libreria L'ippogrifo (Piazza Europa, 3)
Da Puskin a Mandel'stam a Brodskij, la letteratura russa ha continuato a sognare, evocare, scoprire l'Italia. E nessuno meglio di Pavel Muratov - che vi giunge nel 1907, subito avvertendo un «turbamento dello spirito, dolce fino al malessere», e fra il 1911 e il 1912 pubblica, con enorme successo, «Immagini dell'Italia» - può svelarci le ragioni di questa «italomania». A Venezia, spiega, «noi beviamo il vino dell'oblio ... Tutto quanto è rimasto alle nostre spalle, tutta la nostra vita precedente diviene un fardello leggero». E gli artefici del Rinascimento gli appaiono «semidei», «eroi del mito», un antidoto all'«accidia della vita russa», a Dostoevskij e Tolstoj. Non a caso nel 1923, invitato a Roma per una serie di conferenze, lascerà per sempre la Russia. «Apparteneva a quella schiera di scrittori come Ruskin e Walter Pater,» ricorda l'amico Sciltian «e aveva più sensibilità e talento di Berenson». Ma non è la sconfinata cultura che apprezzavano Savinio e De Chirico, De Pisis e Longhi a rendere, ancor oggi, la lettura di Muratov una rivelazione. Né l'influsso di Pater, Stendhal e Gogol'. Semmai, il suo procedere per folgorazioni lungo un pellegrinaggio che diventa «ricerca delle proprie radici spirituali» (Petrowskaja); la sua capacità di trasmetterci «la vita» delle opere d'arte; lo sfavillio delle ecfrasi e l'incanto di una lingua in virtù della quale una guida si trasforma in un «libro poema»; l'inclinazione a restituire atmosfere ed epoche attraverso la letteratura: da Casanova alla «Divina Commedia», da Gozzi a Webster, miracolosamente prossimo alla «saggezza algida e scettica» del Cinquecento.
 

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