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PASSIGLI: LE OCCASIONI

L'ora del diavolo

Fernando Pessoa

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 1998

pagine: 58

È davvero il Diavolo il personaggio che la protagonista incontra di ritorno da un ballo mascherato e che, in un dialogo teso e sconcertante, si presenta non con l'immagine tradizionale del Maligno, ma come il signore dell'immaginazione, della notte, del sogno? E se non è il Diavolo, come mai il figlio che la donna porta in grembo, una volta cresciuto, avrà come sogno ricorrente la stessa visione mostrata alla madre dal misterioso personaggio?
7,50

Vita di Mozart

Stendhal

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 1998

pagine: 101

"Per il giovane Stendhal, la scoperta di Cimarosa fu la scoperta della musica": così scrive Enzo Siciliano nella sua prefazione a questa Vita di Mozart, che segna il debutto del grande narratore francese nella letteratura. Se Cimarosa fu infatti il primo grande amore musicale di Stendhal, Mozart rappresentò l'approdo definitivo della sua passione, perché, come racconta lo stesso Stendhal in questa piacevole breve biografia: "Un pittore, volendo una volta adulare Cimarosa, gli disse di considerarlo superiore a Mozart. Al che l'italiano, con vivacità: 'Che direste voi a chi vi dichiarasse che siete più grande di Raffaello?'".
7,50

Platero e io

J. Ramón Jiménez

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 1998

pagine: 123

Due sono i protagonisti di quest'opera, un'opera, come è stato detto, "bella senza abbellimenti", forse la più amata dagli spagnoli fra quelle di questo secolo: il poeta e il suo asino - anzi, l'asino e il poeta - e, come sfondo, il leggendario paesaggio dell'Andalusia. È un libro dolcissimo, pieno di colori e di luci; un'elegia leggera, che narra la storia dell'amicizia, della solidarietà fra l'uomo e l'animale, compagni di viaggi, scorrerie, ricordi, riflessioni; una favola, sì, ma come scrive Carlo Bo nella prefazione a questa sua incantevole traduzione, una "favola che si nutre soltanto e specialmente di realtà e di conoscenza dell'uomo, di cui l'asino Platero resta il simbolo per eccellenza, così vero, così rassicurante".
10,00

L'amore in Tolstoj

Lev Tolstoj

Libro

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2019

27,00

Febo cane metafisico

Curzio Malaparte

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2018

pagine: 68

«L'incontro fra un uomo e un cane è sempre l'incontro fra due spiriti liberi, fra due forme di dignità, fra due morali disinteressate»: così scriveva Curzio Malaparte, ricordando il suo primo incontro con Febo, l'«amico Febo», il cane levriero da lui incontrato quando si trovava in esilio a Lipari e da allora suo compagno inseparabile. Al cane Febo, che compare anche nel suo capolavoro narrativo "La pelle", Malaparte ha dedicato diverse pagine; in particolare, due racconti, più un altro abbozzo di racconto, che troviamo qui riuniti, "Febo cane metafisico", "Cane come me" e "Caneluna", a testimonianza di un rapporto sentimentale che chiunque abbia avuto un cane può facilmente comprendere. Febo per Malaparte non è semplicemente un amico, è anche una sorta di proiezione di sé, di un suo 'alter ego': «Se non fossi uomo», scrive ancora lo scrittore, «e non fossi quell'uomo che io sono, vorrei essere cane. Non già, come un Cecco Angiolieri, per abbaiare e mordere, ma per assomigliare a Febo». Del resto, già il suo biografo Giordano Bruno Guerri ricordava che lo scrittore amava i cani «con un trasporto e una dedizione che non mostrò per gli uomini. E non era un attaccamento di tipo estetico e decadente come quello di D'Annunzio per i suoi celeberrimi levrieri. Malaparte amava i suoi cani perché erano, diceva "come me"». La storia di Febo si intreccia con l'esilio di Malaparte in queste pagine davvero memorabili. Completa il nostro volume un raro articolo dello scrittore dedicato ai Cani di Maremma.
8,50

Il rosa e il verde. Mina di Vanghel

Stendhal

Libro

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2018

12,50

La commedia borghese

Irène Némirovsky

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2018

pagine: 57

Apparso su «Les Oeuvres libres» nel giugno del 1932, e dunque quasi contemporaneo di Ida, già pubblicato in questa stessa collana, "La Comédie bourgeoise" è un'opera che sembra concepita per il cinema. Ci troviamo invece davanti non ad una sceneggiatura cinematografica, ma ad uno splendido racconto. La commedia borghese rappresenta infatti il breve romanzo della vita, che Irene Némirovsky traccia come una successione di episodi salienti che, pur seguendo la cronologia degli avvenimenti, dalla gioventù alla vecchiaia, si compone come un flusso veloce e inarrestabile. La scrittrice, con pochi tratti tanto delicati quanto incisivi, ci narra la storia di Madeleine, prima ragazzina nella casa dei genitori, poi donna sposata e madre, e infine nonna... Tra le due estremità, la vita è trascorsa, «la sera sembra calare di colpo, e tutto svanisce».
7,50

Ida

Irène Némirovsky

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2017

pagine: 61

Ida è il racconto del destino crudele e tragico di una donna, una ballerina ambiziosa dei music-hall parigini, che con la forza della giovinezza e un'indomabile volontà compie la sua scalata verso la celebrità e il successo economico e sociale. Proveniente da una classe sociale bassa, nella sua corsa inarrestabile verso il successo Ida, con il passare degli anni, diventa sempre più una donna sola ed egoista che non accetta di invecchiare e ignora l'impietoso scorrere del tempo. Dopo una lunga carriera continua a vivere nell'illusione del suo passato e della sua bellezza ormai sfiorita. Il confronto con la sua giovane rivale farà rinascere nell'animo di Ida dolori mai sopiti e segreti nascosti. Una "vecchia signora coriacea, tutta agghindata e truccata", come la stessa Némirosky definì la sua protagonista, che vive per il palcoscenico con la paura di perdere la sua supremazia sulle altre donne: "Quello di cui ho bisogno, quello che apprezzo, quello che mi piace è l'amore della folla. Perderla? No, piuttosto preferirei morire..."
7,50

Angoscia

Stefan Zweig

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2017

pagine: 106

Appartenente alla ricca borghesia viennese, sposata felicemente con un avvocato, madre di due figli e apparentemente appagata, spinta dalla noia e dalla routine del matrimonio Irene intesse una relazione con un giovane musicista. Dopo uno degli incontri con l'amante, viene avvicinata da una sconosciuta che comincia a ricattarla. Irene cede sempre più al ricatto, cadendo preda di un'insostenibile angoscia, tra rimorso, timore di essere scoperta e desiderio di confessare... Scritto nel 1910 e pubblicato nel 1920, "Angoscia" è un racconto psicologico, nel quale l'autore mostra tutte le sfumature che animano i sentimenti di una donna adultera, e trascina il lettore, con un linguaggio incantevole, elegante e limpido, nella forza distruttiva del tormento interiore della protagonista. Zweig racconta la storia di Irene Wagner in maniera via via più serrata, in un crescendo di suspense e inquietudine, sino all'inaspettato finale. Profondamente influenzato dalla psicanalisi di Freud e dalla tradizione del racconto della scuola viennese (si pensi a Arthur Schnitzler), la capacità introspettiva di Zweig nell'esporre i profondi turbamenti dell'animo umano trova forse proprio in questo racconto il suo apice.
10,00

Dottor Georgie

Israel J. Singer

Libro: Libro in brossura

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2017

pagine: 62

La Lower East Side di New York degli anni Trenta era simile a un palcoscenico di teatro: gli immigrati recenti, provenienti da paesi diversi, ma soprattutto kikes (ebrei) e wops (italiani) si arrangiavano con lavori modesti imparati nei paesi di origine, così come Mr Vevrik, il padre di Georgie. Tutti questi immigrati, compreso Mr Vevrik, coltivano il sogno quasi impossibile di un figlio laureato, soprattutto se medico. Ma la maggior parte dei giovani immigrati, folgorati dalle luci del nuovo mondo, si ubriacavano di libertà e di divertimenti. Georgie, tutto sommato un bravo ragazzo, tenta la carta della facoltà universitaria di ingegneria, ma con scarso risultato: nel quartiere dominano piccole bande di adolescenti alle quali Georgie si unisce con grande terrore dei genitori. Il matrimonio con una ragazza della piccola borghesia porta alla luce due mondi diversissimi ma in ogni caso, anche se non laureato, grazie alla capacità eccezionale di meccanico di automobili, Georgie si guadagnerà tra i borghesi del quartiere il titolo di Dottor Georgie.
7,50

Muss. Ritratto di un dittatore

Curzio Malaparte

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2017

pagine: 162

"Muss. Ritratto di un dittatore", è un documento prezioso per comprendere il complesso e spesso conflittuale rapporto di Malaparte con il fascismo. La sua stesura, iniziata durante la permanenza di Malaparte a Parigi, ha occupato un lasso di tempo di venti anni, dal 1931 fino ai primi anni Cinquanta. Proprio questa lunga gestazione è il miglior indice del travagliato rapporto di Malaparte con il regime e più ancora con la figura di Mussolini. Previsto inizialmente come una biografia di Mussolini con il titolo "Il Caporal Mussolini", il saggio si è in realtà sviluppato come un'analisi critica del fascismo, che a Malaparte appariva nei suoi tratti di stato di polizia come l'ultimo portato della Controriforma. Oltre che sul rapporto dello scrittore con il fascismo, le pagine di Muss sono interessanti proprio per l'acuto giudizio critico di Malaparte anche sul nascente nazismo, visto come un primo esempio di dittatura moderna capace di indurre il popolo a credere che «il dittatore moderno sia un essere soprannaturale». Non deve dunque sorprendere che poco dopo il suo ritorno in Italia Malaparte venisse arrestato nel 1933, su denuncia di Italo Balbo, con l'accusa di avere svolto all'estero attività antifasciste, e inviato al confino sino al 1934, quando venne riabilitato dallo stesso Mussolini. Lo scritto "Il grande imbecille" completa questo volume.
16,00

Il ritorno di Gustav Mahler e altri scritti musicali

Stefan Zweig

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2017

pagine: 103

Quello di Stefan Zweig con la musica non è un rapporto occasionale, ma in qualche modo costitutivo della sua stessa ispirazione letteraria. Stefan Zweig, viennese, crebbe con gli idoli della Vienna della sua gioventù: "Scorgere Gustav Mahler per strada era un evento da riferire ai compagni come un piccolo trionfo personale, e quando un giorno, fanciullo, fui presentato a Johannes Brahms e lui mi batté giovialmente sulla spalla, rimasi per alcuni giorni sconvolto dallo straordinario evento". E proprio Mahler ritorna in uno degli scritti musicali qui raccolti, l'appassionato omaggio a questo grande maestro di un'intera generazione di intellettuali, ricordato nell'ultimo periodo della sua vita ma anche, soprattutto, nell'eco profonda che la sua scomparsa lasciava su chi aveva avuto la fortuna, se non di conoscerlo, almeno di ascoltarlo e di assistere alle sue direzioni d'orchestra. Sono d'altra parte ben note le frequentazioni che Stefan Zweig ebbe con musicisti come Max Reger che aveva messo in musica le sue prime poesie, Maurice Ravel, Béla Bartók, Alban Berg, oltre a Bruno Walter, Ferruccio Busoni e Arturo Toscanini, che ritroviamo in questa nostra edizione; e, insieme a questi, un grandissimo musicista di un'altra epoca, Georg Friedrich Haendel, cui Zweig dedica un vero 'racconto musicale', ricostruendo la genesi di uno dei suoi massimi capolavori, il Messiah (1741): una lotta tra vita e morte, tra suono e silenzio, fino al trionfo, a quel "miracolo della volontà" che rese questo celeberrimo oratorio un 'unicum' nella produzione artistica dello stesso compositore, tanto che Haendel volle destinarlo ai fanciulli abbandonati.
12,00

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