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PASSIGLI: LE OCCASIONI

La ballata del carcere di Reading. Testo inglese a fronte

Oscar Wilde

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2011

pagine: 94

Si può forse sostenere che la fortuna letteraria di Oscar Wilde sia indissolubilmente legata al declino della sua fortuna nella vita; se è vero, infatti, che ben prima del processo che lo avrebbe condotto in prigione la fama di Oscar Wilde brillava tanto in Inghilterra quanto in Europa, è pure vero che proprio l'esperienza tragica del carcere lo avrebbe portato a scrivere due delle sue opere più importanti, entrambe legate a quegli anni brutali: la lettera-confessione del De Profundis e questa Ballata del carcere di Reading, che ne costituisce il suo pendant poetico ma che insieme se ne distanzia. Come osserva infatti Federico Mazzocchi nella prefazione, "vi è molto dell'esperienza personale nelle centonove stanze di questa Ballata, eppure mai come in questa poesia potrebbe apparire valido anche il contrario: un'incessante tensione agli universali dell'umano, il senso autentico di una solidarietà tutt'altro che filantropica, ma esperita nell'interiorità". Ed è senz'altro vero quanto sosteneva Richard Ellmann - forse il maggiore dei biografi di Oscar Wilde - a proposito di questa Ballata, e cioè che "una volta letta, non si dimentica più". Tra fama e scandalo, tra arte e vita, si compiva così il destino di una delle più importanti figure della letteratura di fine Ottocento. Completa il presente volume un breve saggio di Hugo von Hofmannsthal.
12,00

Il ritorno degli dèi

Fernando Pessoa

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2011

pagine: 152

"Fra gli eteronimi di Pessoa, quello di Antonio Mora resta fra i meno noti e più problematici. Si tratta infatti del personaggio di cui lo scrittore portoghese si serve per fondare e insieme sondare la poetica di due dei suoi eteronimi più famosi, Alberto Caeiro e il suo discepolo Ricardo Reis. Allo stesso modo di Reis, anche Mora viene presentato come discepolo di Caeiro; ma mentre Reis - scrive Pessoa in un abbozzo di prefazione all'edizione, mai realizzata, della sua opera - "ha intensificato e reso artisticamente ortodosso il paganesimo scoperto da Caeiro", il compito di Antonio Mora "è di provare definitivamente la verità, metafisica e pratica, del paganesimo". "Il ritorno degli dèi" viene concepito da Pessoa proprio come prefazione all'opera di Alberto Caeiro e rappresenta, pur nella sua inevitabile frammentarietà, una critica feroce del cristianesimo, sulla scorta certamente della filosofia di Nietzsche, ma con l'ambizione di superarla, di andare ancora oltre quel suo "sapore cristiano che non può ingannare". Del resto, il parallelismo con Nietzsche non si limita a questo; come il filosofo tedesco era morto all'interno di una clinica psichiatrica, Antonio Mora si trova internato, a causa del suo squilibrio mentale, in una casa di cura di Cascáis." (Paolo Collo)
14,50

Il passato è una curiosa creatura

Paolo Collo

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2011

pagine: 84

Qual è il segreto del passato, che ce lo rende così viva e al tempo stesso "curiosa", come leggiamo nel titolo di questo libro ricavato da un verso di una bellissima poesia di Emily Dickinson? Questo su segreto è la memoria, che non significa però so tanto la sequenza dei nostri ricordi come più meno passiva eredità dal tempo trascorso, ma significa, soprattutto, il senso del nostro presente. Ed è su questo senso che s'interroga questa breve e intensa opera di Paolo Collo, cui riesce difficile attribuire un genere letterario ben definito: biografia, romanzo, poesia... In realtà, si tratta forse di un libro per così dire "involontario", scaturito da desiderio di riordinare la storia di se stessi attraverso quella della propria famiglia: mettere insieme cocci del tempo, cercare di ricucirli come sole attraverso la scrittura pare possibile. Attraversiamo dunque le diverse tappe di varie esistenze, dalla prima alla seconda guerra mondiale e oltre; e mentre il tempo si svolge, la geografia si apre, mutano i paesaggi: Torino, Parigi, Fregene, Roma... Tutto si compie velocemente, il tempo scorre con la feroce perentorietà di una locomotiva cui si tenta di rimanere agganciati: nascite, morti, amore, lavoro, vacanze, e ospedali dai vetri smerigliati e con panche di ferro. E noi lì a guardare attoniti, riconoscendo nei nostri occhi quegli stessi occhi che avevamo quando siamo venuti al mondo, ancora più spauriti, ancora più increduli.
12,50

Cinque mesi di prefettura in Sicilia

Enrico Falconcini

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2011

pagine: 125

Prefatore attento e partecipe, Andrea Camilleri afferma che "questo libro ha il suo rilevante valore storico non solo per capire le condizioni della Sicilia nel periodo immediatamente successivo all'Unità, ma anche come patetica e involontariamente umoristica testimonianza della vana lotta di uno sventurato contro un destino avverso... contro una jella di rara implacabilità". Diario sospeso tra storia patria e incredibili e beffarde vicende personali, "Cinque mesi di prefettura in Sicilia" narra l'esperienza di Enrico Falconcini che, nominato prefetto di Agrigento appena due anni dopo lo sbarco dei Mille, venne esautorato dall'incarico nel breve giro di cinque mesi, vittima di mutamenti di linea politica del governo nazionale. Anche la situazione di Agrigento non fece sconti al povero Falconcini che, sbarcato a Porto Empedocle il 13 agosto 1862 per prendere possesso del suo incarico, fu salutato da un improvviso terremoto. In più, la sera stessa, Agrigento fu circondata dall'esercito, e numerosi soldati disertarono per unirsi ai volontari garibaldini. Le cose, poi, andarono di male in peggio, anche dal punto di vista personale. Questa autodifesa del prefetto Falconcini coniuga dunque in modo perfetto accadimenti pubblici e privati in una storia 'romanzesca' e irresistibile che illumina il nostro Risorgimento e le condizioni del Meridione dopo l'Unità più di molti celebri saggi.
10,00

Un viaggio elettorale

Francesco De Sanctis

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2011

pagine: 205

Pochi libri possono celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia meglio del "Viaggio elettorale" di Francesco De Sanctis, arricchito da un'ampia introduzione del grande storico Denis Mack Smith, perché, per citare lo stesso Mack Smith, "De Sanctis si occupò della realtà politica e sociale non meno che di letteratura, e la sua penetrante diagnosi degli anni attorno al 1870 è, ancor oggi, di notevole interesse e utilità pratica". Tornato nelle sue terre d'origine dopo più di quarant'anni, in occasione delle elezioni del 1875, De Sanctis stilò questo straordinario, puntuale documento sulle condizioni di vita della società meridionale dell'epoca, il mondo dei proprietari terrieri, dei borghesi 'galantuomini', delle masse contadine, delle alleanze e degli intrighi di un periodo della politica italiana noto appunto come il periodo del 'trasformismo'. Mack Smith dunque analizza la figura del grande critico letterario mettendone in rilievo la straordinaria modernità, l'attualità della sua visione politica e, soprattutto, mostrando come al fondo della sua insoddisfazione politica fossero problemi che, oggi come allora, sono ben lontani dall'essere risolti. Insomma, una storia italiana che è molto più attuale di quanto indichi il calendario.
14,50

I gatti lo sapranno. Il gatto e i suoi poeti. Testi originali a fronte

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 163

Fra gli animali che da sempre accompagnano la vita degli uomini, il gatto e il cane si contendono la palma dei più amati, al punto che si potrebbe sostenere che buona parte dell'umanità si divide tra 'gattofili' e 'cinofili'. Tuttavia è certamente il gatto che ha giocato un ruolo più centrale di qualsiasi altro animale nell'ispirazione dei poeti, come dimostra questo volume, un'esauriente antologia di testi dedicati a questa presenza così comune, eppure sempre così enigmatica, nelle nostre case. Anche se l'antologia è particolarmente incentrata sulla poesia moderna e contemporanea, non potevano mancare alcuni testi più antichi, come il sonetto di Torquato Tasso, l'apologia' felina del poeta inglese Christopher Smart, i due haiku del poeta giapponese Basho e del suo allievo Shiko, che rispettivamente aprono e chiudono il libro. Fra questi estremi di diverse e lontane classicità, troviamo le poesie di romantici inglesi come Wordsworth, Shelley, Keats; di francesi come Baudelaire, Verlaine, Apollinaire, Prévert; di alcuni dei massimi poeti del Novecento, da Yeats a Rilke, da Borges a Neruda, da Pessoa a Garcia Lorca, da Alberti a Bukovsky, fino a grandi poeti dei nostri giorni come l'irlandese John Montague, la polacca Wieslawa Szymborska, la brasiliana Marcia Theophilo. Anche nella poesia italiana moderna la figura del gatto è ben presente. L'antologia offre, anche qui, una ricca messe di poeti fra i nostri maggiori, fino ad arrivare alle generazioni a noi più vicine.
14,90

Le avventure di John Nicholson. Una storia di Natale

Robert Louis Stevenson

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 123

Pubblicato nel 1887, e dunque soltanto un anno dopo "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" . con "L'isola del tesoro" forse il più famoso dei suoi capolavori . "Le avventure di John Nicholson" è un racconto piuttosto eccentrico nella produzione di Stevenson. Benché considerata dal suo stesso autore alla stregua di un mero espediente per far soldi, questa narrazione presenta non pochi motivi di interesse per il lettore, non tanto per la sua 'happy end' caratteristica della storia natalizia, quanto semmai - come scrive Piero Pignata . "per la beffarda ma non astiosa satira della società scozzese che, chiusa nel suo rigido moralismo e nell'osservanza delle convenzioni, si muove tra assolute certezze ottenendo però spesso risultati opposti a quelli che si prefigge". In questo, Stevenson sembra indulgere, qui più che altrove, nella tentazione autobiografica, ben presente anche nella visione nostalgica di Edimburgo che lo accomuna al suo protagonista, e che per la verità non lo abbandonerà mai; basti pensare a quanto scriverà ormai definitivamente lontano dalla terra natale: "Non esistono stelle degne di essere amate quanto i lampioni di Edimburgo".
10,00

L'uomo che corruppe Hadleyburg

Mark Twain

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 95

Ha scritto Italo Calvino che se il denaro rappresenta per Balzac una forza motrice della storia e per Dickens una pietra di paragone dei sentimenti, "in Mark Twain il denaro è gioco di specchi, vertigine del vuoto"; e di tale gioco e vertigine la testimonianza più emblematica viene offerta da questo racconto, apparso per la prima volta nel 1899, vero e proprio apologo che ha per protagonista un'intera cittadinanza, famosa per la sua sbandierata onestà, che si vede messa alla prova da un lascito di quarantamila dollari che paiono piovuti dal cielo, o meglio da un donatore sconosciuto per un destinatario altrettanto sconosciuto e da scovare. Sarà una beffa maligna, ma che servirà a svelare il terreno fecondo di ipocrisia su cui è cresciuta la nomea puritana della città di Hadleyburg. Ad uno ad uno tutti i notabili del luogo infatti si lasciano tentare, e per di più accusandosi l'un l'altro o tacitando la propria coscienza in veri e propri esercizi di oblio volontario. La tanto decantata onestà non era che una tenue, precaria e fittizia rispettabilità sociale, quella sì difesa strenuamente; e come sempre nella grande arte umoristica di Mark Twain, il comico era già nelle cose, bastava soltanto iniziare a guardarle...
8,50

Le favole

Robert Louis Stevenson

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 108

Anche se basterebbero le sue due opere più popolari, "L'isola del tesoro" e "Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde", a testimoniare della grandezza di Stevenson, occorre subito aggiungere che lo scrittore scozzese, per lungo tempo confinato fra gli scrittori "per ragazzi", è oggi considerato uno dei massimi narratori del secondo Ottocento. E questo non solo per le due opere citate, ma per altre non meno importanti, prima fra tutte il romanzo "Il signore di Bailamme" e i racconti, da quelli raccolti in "The New Arabian Nights" a quelli ambientati negli amati mari del Sud, molti dei quali pubblicati in questa stessa collana. Fra le sue opere meno frequentate, ma non per questo meno interessanti, stanno queste favole: anche in esse, dalle più brevi ai due racconti di maggior respiro - fra i quali il bellissimo "La casa di Eld" - Stevenson si conferma uno dei grandi maestri dell'arte del racconto, rivisitando alla sua maniera un genere che lo affascinava fin da quando, bambino, ascoltava i racconti del padre e della sua bambinaia Alison Cunnigham.
8,50

Scienza, fede e futuro dell'uomo

Umberto Veronesi

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 107

Umberto Veronesi è ampiamente conosciuto per la sua attività di grande medico e di lungimirante ricercatore. Alla ricerca pura, Veronesi ha però sempre unito anche un impegno instancabile come fondatore e animatore di istituzioni di ricerca, prevenzione e terapia che sono divenute un esempio in tutto il mondo.Ma il ruolo di Umberto Veronesi va al di là di queste realizzazioni: il suo impegno nella società civile - e basti ricordare il suo incarico di ministro della Salute nel Governo Amato - la sua presenza costante nei dibattiti sul rapporto tra scienza e società, e il suo impegno per la pace culminato nella Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle Scienze e nell'organizzazione delle Conferenze mondiali di Science for Peace, dimostrano lo spessore 'umanistico' di Umberto Veronesi. La seconda edizione di questo volume di conversazioni con Renzo Cassigoli, ampliata con una conversazione con Alessandro Cecchi Paone, getta luce su entrambi i versanti della personalità di Veronesi, quello dello scienziato in grado di disegnare il futuro della ricerca medica, e quello dell'umanista che si interroga sul futuro dell'uomo in un mondo in rapido cambiamento a causa proprio di progressi scientifici inimmaginabili solo pochi anni fa.
9,50

Un giorno ancora. Testo spagnolo a fronte

Pablo Neruda

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 79

Scritto di getto fra il 5 e il 6 luglio del 1969, il breve poema "Un giorno ancora" si situa fra due opere molto importanti dell'ultimo Neruda: "Fine del mondo" e "La spada di fuoco". Ma cos'è quell'"ancora" (Aùn), che ne costituisce il netto e secco titolo originale? È innanzitutto un atto di presenza, un "esserci ancora" del poeta, ed è insieme un atto di rinnovamento e di rilancio, di "rigenerazione" per un'ancora maggiore aderenza alla vita. Come scrive Valerio Nardoni nella prefazione, tutta la carica semantica del titolo originale ricade su un verso programmatico, che chiude il primo dei ventotto frammenti di cui si compone il poema: debo aclarar aùn mis deberes terrestres, dove "aclarar" non significa semplicemente "chiarire", nel senso di "spiegare meglio", ma "rendere più chiari" i propri doveri. Ne scaturisce un poema urgente e asciutto, che ha le movenze di una scrittura "accaduta" così la definisce il poeta nel saluto finale - più che meditata, e che proprio in questa sua spontanea e felice sintesi riesce ad esprimere tutto il vigore e tutta la profondità della sua ispirazione.
10,00

Finzioni d'amore. Lettere con Ofelia Queiroz

Fernando Pessoa

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2010

pagine: 90

Sotto il titolo "Finzioni d'amore" si trova qui riunita una scelta delle lettere tra Fernando Pessoa e Ofelia Queiroz. Lettere d'amore, certo, e come tali destinate - secondo l'eteronimo pessoano Alvaro de Campos - ad "essere ridicole"; ma anche lettere che ancora una volta rivelano la difficoltà, o meglio l'impossibilità, per Pessoa di vivere in piena aderenza una propria univoca e credibile vita personale. Ci si può infatti chiedere - come fa Paolo Collo nella prefazione - quale Pessoa avesse di fronte Ofelia mentre gli scriveva le sue lettere d'amore. Lei era una e ben riconoscibile, una giovane donna innamorata che ai tempi del loro incontro non aveva ancora vent'anni; ma lui si chiamava già, allora, oltre a Fernando Pessoa, A.A. Crosse, Ricardo Reis, Alvaro de Campos... L'eteronimia per Pessoa è alla fine un sollievo e una condanna, e anche queste lettere d'amore sembrano darne conto, fino alla bellissima lettera del 29 novembre 1920, la lettera di un primo addio (il carteggio riprenderà infatti nove anni più tardi): "Il Tempo, che invecchia volti e capelli, invecchia anche, ma ancora più in fretta, gli affetti più coinvolgenti. La maggior parte delle persone, perché è stupida, non se ne rende conto, e crede di continuare ad amare perché ha l'abitudine di sentire se stessa che ama. Se così non fosse, al mondo non ci sarebbero persone felici".
10,00

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