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Studi interdisciplinari

16,53

Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?

Jean Baudrillard

Libro

editore: Cortina Raffaello

anno edizione: 1996

pagine: 170

Scrittura, calcolo, immagine, informazione: la storia della rappresentazione del mondo sembra arrivata al suo compimento e il mondo sta scomparendo, inghiottito dalla sua immagine riprodotta, come fosse un buco nero. E' questo il "delitto perfetto" di cui parla il testo, la "risoluzione anticipata" del mondo per clonazione della realtà e sterminio del reale da parte del suo doppio. Che fare dunque? Bruciare la televisione o sparare a delle immagini virtuali, come fa lo sfortunato eroe di Videodrome di Cronenberg? Per fortuna, come insegna Sherlock Holmes, il delitto perfetto non esiste: in ogni crimine c'è un dettaglio che stona. Sta al lettore di Braudillard scoprirlo.
18,00

Il potere dei media

Gianni Losito

Libro

editore: Carocci

anno edizione: 1994

pagine: 176

20,90
31,60

Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi

Paul Watzlawick, J. H. Beavin, D. D. Jackson

Libro: Copertina morbida

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 1978

pagine: 288

È possibile pensare che i rapporti interattivi tra individui siano determinati essenzialmente dai tipi di comunicazione che essi adoperano fra loro? Due tesi sono centrali in questo libro: 1) il comportamento patologico (nevrosi, psicosi, e in genere le psicopatologie) non esiste nell'individuo isolato ma è soltanto un tipo di interazione patologica tra individui; 2) è possibile, studiando la comunicazione, individuare delle 'patologie' della comunicazione e dimostrare che sono esse a produrre le interazioni patologiche. Considerando un esempio di interazioni patologiche, quelle descritte nel dramma di Albee Chi ha paura di Virginia Woolf?, con un'analisi puntuale del testo gli autori svelano le patologie della comunicazione (i giochi, le tattiche, le simmetrie, i vari meccanismi di comunicazione) che predominano in questo spezzone di 'ménage cronico' più vero di un documento autentico. Quest'analisi non si limita a un'interpretazione dei meccanismi interattivi, ma scopre procedimenti pragmatici (comportamentali) che consentono di intervenire nelle interazioni e di codificarle. 'Paradossalmente', è proprio con l'induzione di 'doppi legami', con l'invio di messaggi paradossali, con la 'prescrizione del sintomo' e altri procedimenti di questo tipo che il terapeuta riuscirà a sbloccare situazioni nevrotiche o psicotiche apparentemente inespugnabili.
18,00

La camera di Henriette. Schizzi, mappe e disegni di paesaggi identitari

Pozzato Maria Pia

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 176

"La camera di Henriette" è la dicitura a penna con cui Stendhal, nell'autobiografia Vita di Henri Brulard, correda lo schizzo della camera della madre. In questo disegno, lo scrittore stesso compare, bambino, mentre un'invisibile madre "agile come una cerbiatta" vola sopra di lui per raggiungere il proprio letto. I disegni dei luoghi dell'infanzia, siano essi fatti da un grande scrittore o da persone comuni, come quelli che abbiamo raccolto in anni di ricerca, restituiscono qualcosa che non ha eguali, una sorta di luogo-madre, analogo alla lingua madre, destinato a fissarsi, come in sovraimpressione, su tutti i paesaggi che attraverseremo nel resto della nostra vita. Anzi, forse non faremo che rimanervi, nell'illusoria credenza di abbandonarlo.
20,00

Tomás Maldonado. Intellettuale politecnico

Giovanni Anceschi

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni del Verri

anno edizione: 2020

pagine: 90

Tomás Maldonado è molto più che solamente un filosofo della tecnica o un critico della tecnologia. Il suo discorso attraversa il dibattito semiotico e la riflessione culturologica a partire dal contenzioso con Umberto Eco. Affronta la questione ambientale e la teoria della rappresentazione, focalizza l'attenzione sul corpo protetico e tecnologico. E infine, nello scenario dell'universalizzazione dell'informatica indaga il rapporto fra realtà e virtualità per passare alla riconsiderazione del concetto di memoria. Questo libro percorre in modo inclusivo tutti gli aspetti del lavoro di Tomás Maldonado proponendo un'immagine coerente e polifonica di una ricerca fondata sulla convinzione di una forte tecnicità della dimensione intellettuale: il formarsi del sapere, il manifestarlo e il trasmetterlo, l'apprenderlo e l'insegnarlo sono il risultato di procedure, tecniche e tecnologie sottoposte a una continua rielaborazione e validazione. Non manca il ricordo della persona: Maldonado è un maestro della narrazione orale e di un'aneddotica fantasiosa e talvolta fulminante, un narratore che sente la propria vita come un'avventura e la vede come l'inanellarsi di un'infinità di incontri.
16,00

Internazionalizzazione e comunicazione del «sistema Italia». Principi, linee guida, esperienze

Libro: Copertina morbida

editore: Eurilink

anno edizione: 2020

pagine: 474

In cosa consiste il 'soft power' italiano? come esercitiamo nel mondo questo potere morbido, seduttivo, capace di conquistare "le menti e i cuori" delle opinioni pubbliche e delle classi dirigenti, dei consumatori e degli investitori stranieri? come si articola lo sforzo di proiezione internazionale del nostro paese nei tre assi decisivi della diplomazia pubblica, della diplomazia culturale e della diplomazia economica? e fino a che punto siamo capaci di "fare sistema" e comunicare efficacemente non solo il made in Italy, le bellezze del nostro territorio e le eccellenze della nostra industria culturale, ma anche e soprattutto un'immagine complessiva del Paese in uno sforzo sinergico,tra pubblico e privato, volto alla promozione integrata del brand Italia? A queste domande e a molte altre offre le prime risposte questo volume, nato dall'esperienza del master in Governance dei processi di internazionalizzazione e comunicazione del Sistema Paese, inaugurato nel 2018 presso la link campus university di Roma e giunto ora alla sua seconda edizione.
30,00

Quando l'uomo inciampò sui segni

Michele Iacono

Libro: Copertina rigida

anno edizione: 2020

pagine: 124

Nel suo saggio Kant e l'ornitorinco, U. Eco pone la questione dirimente di ogni possibile semiosi: il problema dei limiti dell'interpretazione. Vale a dire: se prima di riferirci alle sequenze di interpretanti e pervenire a una chiara catena dei meccanismi della conoscenza, non si debba partire da quella istanza tutta umana del perché qualcosa ci spinge a parlare, piuttosto che limitarsi ad interpretare i dati come già presenti nel nostro universo, come se da sempre la specie Homo avesse di questo mondo l'evidenza della verità, fondata sulla parola che l'ha edificata. La domanda è stata posta da Leibniz: "Perché c'è qualcosa piuttosto che niente?" Eco, nell'onestà che lo ha sempre contraddistinto, affronta apertamente la questione, non negando il grande imbarazzo che alcune tesi pongono quando ci si avventura nel mare magnum del pensiero occidentale. Di fatto, ab initio, non esiste nessuna mente, né costrutto da cui partire per erigere conoscenza. Ecco di cosa si occupa questo libro. Ricercare quel prima che ci spinge a produrre i segni. I capitoli che seguono sono il tentativo di rispondere alla domanda: perché l'uomo produce segni e parla. Ciò che il presente lavoro vuole suggerire è innanzitutto una presa di posizione. Concepire un disegno in cui i segni hanno dettato i tempi e i ritmi del nostro modo di percepire la realtà e mostrare come la parola sia potuta nascere passando da una fase in cui nessun pensiero, soggettività e formazione sociale erano neppure lontanamente immaginabili; dove né soggetto e l'oggetto erano presenti, e la stessa concezione di vita umana si trovava in bilico poiché in natura non esiste garanzia di sopravvivenza. Abbiamo immaginato che da ambigue "figure segnate" sia sorta la possibilità di tradurre in simboli gli oggetti visibili e, osservandole, ci è parso di scorgere un probabile percorso seguito dalla specie Homo per sopravvivere a una natura aggressiva. La parola, sarà detto nel libro, nascerà dopo, quando gli oggetti si saranno stabilizzati attraverso un lungo processo di costruzione e, insieme ai segni, darà avvio a quel miracolo di far apparire il mondo. Si dirà altresì che nessuna parola poteva nascere se non dopo una "scrittura" che consolidasse la memoria nell'articolazione della sua iterata ripetizione. La parola è debitrice di un segno, senza il quale nessun processo mnemonico poteva dar luogo ad alcun ricordo. Essa appare ambigua, perché non vi è modo di penetrare l'essenza intima della bios e il tentativo fatto dall'uomo è stato quello di mitigare la natura animale da cui nasce con l'umanità con cui ha costruito la sua storia.
29,63
24,00

Eccessi d'autore. Retoriche della voce nel romanzo italiano di oggi

Filippo Pennacchio

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 212

Onniscienza, narratori-personaggio che esorbitano dai loro confini, autori che si mettono in scena apertamente e finzionalizzano la propria vita, che posano da saggisti o si dislocano in Rete. Sono tutti fenomeni che caratterizzano la narrativa italiana più recente e che ruotano intorno allo stesso presupposto, vale a dire all'esibizione di chi racconta, al protagonismo delle voci narranti e agli eccessi degli autori alle loro spalle. A partire dallo studio di alcuni fra i romanzi più importanti pubblicati in Italia negli ultimi dieci anni, questo libro passa in rassegna le principali strategie narrative attraverso cui tale tendenza prende corpo e le retoriche della voce che ne sono alla base. Nel farlo, prova a riflettere sul perché della loro diffusione, collocando i romanzi presi in esame sullo sfondo di una serie di mutamenti relativi non soltanto alla contemporaneità letteraria più stretta, ma anche allo spazio transmediale in cui i testi si muovono oggi e all'idea di racconto che sempre più si sta imponendo.
20,00

E inseguiremo ancora unicorni. Alterità immaginate e dinamiche culturali

Tarcisio Lancioni

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 370

L'alterità è l'esito di un giudizio fondato sul riconoscimento di segni dell'estraneità, a partire dai quali ci facciamo un'immagine, e una ragione, dell'Altro: condizioni indispensabili per l'espressione di qualsiasi giudizio. Ma come si può conoscere qualcosa che riconosciamo proprio in quanto sconosciuto, per pura differenza rispetto a ciò che è noto? È in questo spazio fra la necessità e l'impossibilità che si colloca tutta la panoplia di figure dell'Altro, mostri o unicorni che siano. Veri apparati di cattura semiotici che le culture elaborano per tradurre l'Altro in qualcosa di "preconosciuto", e spesso associati a giudizi già formulati, a pregiudizi. È di questi modelli che il libro si occupa con gli strumenti della semiotica, in una sorta di inseguimento, delle sue manifestazioni all'interno dei testi più diversi (letterari, cinematografi ci, documentali, pittorici e fotografi ci), nella convinzione che il loro studio abbia qualcosa di importante da insegnarci: non tanto a confrontarci con l'Altro, quanto a capire le dinamiche semiotiche attraverso cui lo comprendiamo e lo giudichiamo.
28,00

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