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Saggistica

Sono tutte storie

Nick Hornby

Libro: Copertina morbida

editore: GUANDA

anno edizione: 2020

pagine: 176

"Il tempo trascorso con un libro non è mai del tutto sprecato, nemmeno se l'esperienza non è stata felice: qualcosa da imparare c'è sempre." Fedele a questa affermazione alla base della sua "filosofia di lettura", Nick Hornby ci accompagna in un viaggio tra i suoi variegati acquisti libreschi, cogliendo l'occasione per parlarci non solo di libri, ma anche e soprattutto di amore, di figli, di sesso, di calcio, di musica... in una parola, di vita. Che si tratti di un poderoso saggio di oltre seicento pagine su sei anni di storia della Gran Bretagna, imprevedibilmente avvincente, o di un classico come Dickens (letto però su un e-reader per provare il brivido del contrasto...) oppure ancora di una serie di libri per ragazzi letti insieme ai suoi figli, i consigli e i commenti di Hornby sono sempre dettagliatissimi, fuori dagli schemi e molto divertenti. Piacevoli come e più dei romanzi di cui scrive. Certo, ci sono anche dei momenti di interruzione dovuti a cause di forza maggiore, per esempio i Mondiali di calcio. Capita allora che, sotto una montagna di cartelloni dei risultati e ricevute di scommesse, si ritrovino sparsi un po' dovunque avanzi di romanzi sbocconcellati, ma nulla che non si possa recuperare dopo il fischio finale e a televisore spento. Perché bisogna ricordare che "quello che mette la palla in rete, la persona che conta davvero, è il lettore. È lui a calciare, è lui a segnare".
11,00

Storie. Testo latino a fronte

Publio Cornelio Tacito

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 523

Le "Historiae", scritte tra il 104 e il 109 d.C., abbracciano il periodo compreso fra la rivolta di Galba (69 d.C.) e la morte di Domiziano (96 d.C.), una fase convulsa della storia recente dell'impero. Cronista mai neutrale e distaccato, Tacito ha l'occhio volto al presente: vuole capire e spiegare le cause della deriva autocratica che, dall'anarchia del 69, ha condotto al regime dispotico di Domiziano. Con una scrittura tesa e incisiva e la passione civile di chi è testimone di un'autentica tragedia storica, racconta la violenta lotta tra libertas e principatus, denunciando il servilismo, l'inerzia e la decadenza morale della classe dirigente che ha abdicato al suo ruolo di baluardo delle istituzioni dello stato. Ma consapevole che un ritorno agli ideali repubblicani è ormai irrealistico, guarda con fiducia alla soluzione costituzionale di Nerva e Traiano, quella dell'optimus princeps scelto per adozione, convinto che un governo forte costituisca ormai un indispensabile strumento per salvaguardare la grandezza e l'unità dell'impero.
16,00

Vocabolario sentimentale. Le parole che non ti ho detto

Momusso

Libro: Copertina rigida

editore: Giunti Editore

anno edizione: 2020

pagine: 240

"Vocabolario sentimentale" nasce un giorno di fine agosto, da una pagina di diario scritta durante un viaggio in treno. Nasce da emozioni diventate troppo forti e ingombranti per non trovare espressione. Nasce dalla storia di un amore finito che si traduce nelle parole di questo speciale vocabolario. Dal mondo sommerso e muto che si agita nei suoi protagonisti e che prende meravigliosamente voce per tratteggiare una nuova, inaspettata geografia delle emozioni. E nasce dalle illustrazioni poetiche che accompagnano il racconto come un personalissimo dono dell'autrice per mostrarci di cosa è capace la parola quando è aiutata dall'immaginazione. Scopriremo così che i suoni noti possono diventare nuovi e potenti e dare finalmente corpo ai nostri sentimenti.
14,00

Romanzi. Vol. 1-2

Mario Vargas Llosa

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 3187

Da sempre fedele a una scrittura che sa intrecciare invenzione narrativa e realtà storica, Vargas Llosa ha saputo trasfondere nella sua opera una inesausta passione politica, mai relegata nei modi compassati della letterarietà. L'entusiasmo e la capacità dell'autore di proiettarsi nel futuro sono del resto ben leggibili in mezzo a una congerie di elementi stilistici ed espedienti narrativi che agganciano, in ogni romanzo compreso in questi due volumi, la dimensione più intima del soggetto alle interferenze del tempo presente.
150,00

Tutte le opere: Prose, teatro e lettere-Tutte le liriche

Friedrich Hölderlin

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 3887

Nel panorama europeo l'opera di Hölderlin, poeta della modernità, della lacerazione interiore, dell'"assenza", occupa un posto centrale. Il cofanetto raccoglie l'intera sua produzione poetica e le principali opere in prosa, compreso l'intero epistolario. Il tutto in nuove traduzioni e con un saggio di Andrea Zanzotto.
150,00

Il sublime

Dionisio Longino

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

pagine: 192

Il trattato su «Il sublime», un piccolo gioiello della letteratura greca di età imperiale, contiene una delle più antiche, e senz'altro la più importante, fra le riflessioni classiche sulla natura della bellezza letteraria, rappresentata dalla parola hypsos, «vetta» o «apice», e metaforicamente «sublime». Il fine dell'opera è didattico e pratico: l'autore si propone infatti di insegnare «come noi possiamo elevare le nostre doti naturali» al punto da poter creare un'opera così elevata che innalzi alla propria vertiginosa altezza l'animo di un lettore o di un ascoltatore. I suoi precetti non sono meramente tecnici: li sostanziano infatti due attitudini naturali quali la magnanimità (che si apre a una prospettiva metafisica) e la passione. Ma di più: come già osservò il primo traduttore francese dell'opera, Nicolas Boileau (1674), «en parlant du Sublime, il est lui-mesme tres-sublime». L'antichità classica e il medioevo non si mostrarono generosi verso questo testo, a noi giunto attraverso un unico manoscritto bizantino, per di più lacunoso. Fu solo la traduzione del Boileau, poco più di un secolo dopo la prima edizione a stampa dell'originale greco (F. Robortello, 1554), che diede il via alla fortuna de «Il Sublime» e al suo impatto sulle teorie estetiche dell'età moderna. Proprio l'importanza vieppiù riconosciuta a questo antico trattato dalle moderne teorizzazioni sul sublime rendeva necessarie una traduzione e una esegesi che il più possibile si attenessero con fedeltà al testo greco, cercando di evitare ogni deviazione anacronistica: questo è stato appunto il fine principale della traduzione e del commento de «Il sublime» di Elisabetta Matelli.
22,00

Trattato sul buon uso del vino. Testo ceco a fronte

François Rabelais

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 88

Che Fransois Rabelais fosse amante della buona tavola e degli effetti inebrianti del vino è risaputo. Meno noto è un suo breve testo, "Trattato sul buon uso del vino", la cui traduzione in ceco, datata 1662, è stata ritrovata quasi per caso tra gli scaffali della Biblioteca del Museo Nazionale di Praga. L'autore della traduzione - un certo Martin Kraus de Krausenthal, funzionario della Cancelleria di Praga e già traduttore di diverse opere dal tedesco - presenta quest'ode epicurea ai piaceri e ai benefici del vino come un'opera «del medico ed eminente studioso Rabelais di Lione», indicazioni che corrispondono perfettamente alla realtà biografica dello scrittore. Purtroppo l'originale francese non è mai stato ritrovato, impedendo così la certezza dell'attribuzione all'autore di "Gargantua e Pantagruele". Tuttavia, oltre all'affermazione del traduttore, le molteplici affinità tematiche e stilistiche con la sua opera rafforzano l'ipotesi di tale paternità. Testo francese in appendice.
10,00

Il verro ruffiano. Il primo vero libro completo sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole

Maurizio Milani

Libro: Copertina morbida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2020

pagine: 206

Il lavoro in porcilaia è il più pericoloso che ci sia. I verri di razza Duroc, neri, enormi e importati solo di recente, scatenano il panico in tutta la Pianura Padana: sono capaci di spaccare tutto - la Stazione Spaziale Internazionale, il bosone di Higgs, la porcilaia e persino se stessi - puzzano da non dormire la notte, tanto da rendere impossibile il fidanzamento completo ai poveri allevatori, come le Sirene di Ulisse fanno dei versi così forti da fare impazzire chi li sente. Milani ci racconta la sua esperienza diretta di anni di lavoro in un simile inferno, tra la visita inattesa di un finto mitico Thor e una gita al lago, l'elenco dei cibi adatti ai maiali e la frustrante vita del verro ruffiano, addetto a fiutare le scrofe in calore ma che non "salta" mai, fino a diventare scemo. Ecco quindi "il primo vero libro completo sul bestiame, anche se Greta Thunberg non vuole".
17,00

Archivio e camera oscura. Carteggio 1932-1940

Gershom Scholem, Walter Benjamin

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2020

pagine: 463

L'amicizia fra Benjamin e Scholem spicca, nel Novecento, come una tra le più affascinanti e vitali. E quando nel 1980 Scholem pubblica questo carteggio, che copre gli ultimi otto anni della vita di Benjamin, vuole rendere giustizia a un rapporto complesso e non privo di contrasti, ma improntato a una profonda fedeltà. Grande studioso della Qabbalah e della mistica ebraica, Scholem è, nel 1932, già da tempo in Palestina e ormai a un passo dalla cattedra; la vita di Benjamin, cabbalista in incognito e profondo innovatore del pensiero, attraversa invece la sua fase più tormentata: ospite di volta in volta a Ibiza, Parigi, Sanremo e in Danimarca, è costantemente alla ricerca di una base di sussistenza. Tra i due, fortemente segnati dalla formazione nella Berlino di inizio secolo e subito attratti dalle ricerche l'uno dell'altro, si sviluppa un confronto incessante che investe l'attualità politica, i libri letti, le comuni conoscenze (da Buber a Bloch, da Brecht ai francofortesi), e che trova il suo fulcro nei densissimi scambi a proposito di Kafka. Un dialogo a distanza - se si esclude il breve incontro parigino dell'inverno del 1938 - e non di rado drammatico, intessuto com'è anche di malintesi, puntute allusioni, eloquenti silenzi, ma che resta una prova convincente delle parole con cui Benjamin definì il suo rapporto con Scholem: «fra Gerhard e me le cose stanno così: ci siamo persuasi a vicenda».
26,00

Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato

Noriko Morishita

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 236

La cerimonia del tè è uno dei riti tradizionali più affascinanti del Giappone. I monaci buddisti del sedicesimo secolo hanno codificato ogni passaggio di questo rituale che, attraverso i gesti più semplici, chiama i partecipanti a concentrarsi sulla profonda ricerca di se stessi. Con quella sua ritualità che immutata attraversa i secoli, la cerimonia del tè sembra qualcosa di molto lontano dalla vita di tutti i giorni. Lo sembrava anche a Morishita Noriko quando, studentessa svogliata e indecisa sulla strada da intraprendere, su consiglio della madre prese a frequentare un corso sulla cerimonia del tè. Non sa che quelle prime lezioni sono l'inizio di un viaggio che durerà tutta la vita. I momenti dedicati alla cerimonia del tè, ai suoi riti, alla meditazione che impone e, contemporaneamente, dischiude diventano momenti per trovare un senso alle prove che la vita mette davanti a Noriko: un matrimonio annullato poche settimane prima della cerimonia, il tentativo di conciliare il lavoro con il privato, un trasferimento oltreoceano... il caos della vita si riconcilia nel tempo concentrato di una tazza di tè.
16,00

Ammalarsi-Appunti dall'infermeria

Virginia Woolf, Julia Stephen

Libro

editore: Elliot

anno edizione: 2020

pagine: 92

La malattia, ritiene Virginia Woolf, è un tema marginale in letteratura perché richiede un linguaggio specifico, «più primitivo, più sensuale, più osceno». I malati sono i disertori dell'armata dei lavoratori, e i soli ad avere il tempo di osservare la natura e coglierne l'indifferenza. In questo saggio scritto dal letto della convalescenza, Woolf esplora molti temi: la solitudine e i lettori cinesi di Shakespeare, la letteratura e i dentisti, il suicidio e l'elettricità, e lo fa con lo stile della divagazione in cui risuonano i romantici de Quincey e Coleridge, ma anche Milton e Rimbaud. Scritto in un periodo intenso del suo rapporto con Vita Sackville-West, questo saggio esplora le terre ignote della malattia fisica e mentale e le trasforma in materia letteraria. E a questo testo si affianca "Appunti dall'infermeria" di Julia Stephen, sua madre, infermiera per vocazione, che ha dato vita a un prontuario sulla cura del malato, documento in cui si scorgono un'ironia e delle doti artistiche che permettono di illuminare le radici di una delle massime scrittrici del Novecento.
10,00

Quaderno a cancelli

Carlo Levi

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 376

Torna, restaurata filologicamente, l'opera più strana, ma forse per questo tanto affascinante, di Carlo Levi: diario ospedaliero, autobiografia, libro di sogni e riflessioni a 360 gradi. Levi la scrisse nel 1973 in condizione di cecità, quando era in clinica per un doppio intervento alla retina. Per questo si fece fare un quaderno con una griglia metallica che lo aiutava a tenere allineata la scrittura (da cui il titolo). La malattia e la percezione di una fine non lontana lo portavano a ripercorrere ricordi di infanzia che si intrecciano però con i sogni, in una situazione in cui notte e giorno, sonno e veglia, non avevano molte distinzioni. Il libro uscì postumo nel 1979. Ora viene riproposto recuperando alcune parti perdute e l'ordinamento originario d'autore. "Il Quaderno non è un'opera progettata a tavolino, nasce piuttosto da una prassi quotidiana volta a esorcizzare con la luce della scrittura il buio della malattia. Le stesse condizioni materiali in cui versa l'autore orientano più che mai l'opera, a tal punto che in alcuni passaggi le carte manoscritte attestano come egli si sia addormentato scrivendo, così come al contrario altre volte si sia risvegliato e abbia prontamente appuntato un sogno. Il carattere diaristico e quotidiano dell'opera si mescola allo sguardo onirico e interiore a cui lo costringe la cecità. In molti suoi romanzi, Levi intreccia una componente finzionale a eventi della propria biografia, e il risultato di questo impasto ha talvolta ingenerato equivoci circa lo statuto delle sue opere. Anche il Quaderno non si sottrae a tale caratteristica, qui tuttavia i dati concreti sono davvero esigui: l'operazione, il ritorno a casa, una seconda operazione in aprile e il successivo periodo di convalescenza sono parti della cornice entro cui sprofonda l'abnormità del mondo onirico, vero tratto distintivo di questo diario che non deve essere necessariamente letto pagina per pagina, ma che può anche essere attraversato con incursioni trasversali." (dalla prefazione di Riccardo Gasperina Geroni)
21,00

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