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Filosofia

La natura divisa. Hans Jonas e la questione del dualismo

Marco Bruni

Libro: Copertina morbida

editore: Inschibboleth

anno edizione: 2020

pagine: 117

Il «dualismo» è la questione che attraversa l'intera riflessione filosofica di Hans Jonas. Secondo Jonas, la storia dell'Occidente, dalla tarda antichità alla tarda modernità, dallo gnosticismo all'esistenzialismo, è caratterizzata dal «lungo dominio» del dualismo. Il «ruolo storico» del dualismo è ambivalente: solo quando l'uomo prende coscienza della libertà che lo contraddistingue può sentirsi estraneo rispetto alla natura circostante priva di spirito. Il «nuovo monismo integrale» di cui Jonas si fa portavoce deve assumere allora il carattere dell'Aufhebung, del superamento dell'estraniazione dalla natura nella conservazione della libertà dello spirito. Però, proprio il tentativo di mediare libertà e necessità, spirito e materia, in un orizzonte che continua a presentarli come irriducibili (emergentismo psico-fisico e mito simbolico dello Tzimtzùm), conduce la prospettiva di Jonas nella prossimità di quei «paradossi» che proprio egli aveva visto inficiare il dualismo della «conciliazione» di Plotino. Paradossi tanto più pericolosi se si considera che quella di Jonas è l'unica «filosofia della crisi ecologica» oggi esistente.
12,00

Tempo e identità

Kurt Lewin

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 190

L'opera di Kurt Lewin è nota soprattutto per i suoi importanti contributi alla psicologia della forma e alla psicologia sociale. Ma nella sua fase giovanile, come membro del circolo neoempiristico di Berlino, egli si era occupato del problema dell'identità delle cose e degli eventi attraverso il tempo. Come possiamo dire che ogni cosa, cambiando nel tempo, rimane sempre «la stessa»? Come possiamo distinguere la trasformazione di una "medesima" cosa da due cose del tutto diverse? Qual è il limite del cambiamento che fa perdere l'identità o che consente di mantenerla? Si tratta di un'antica questione, nota come il «paradosso della nave di Teseo», secondo cui le cose conservano la propria identità anche se, in effetti, tutte le loro parti si modificano, come un uomo che, nel corso della sua vita, rimane lo stesso individuo pur cambiando tutte le sue cellule e i suoi organi. A tale questione, oggi al centro dei principali dibattiti ontologici, Lewin risponde mediante il concetto di «genidentità»: per dire che una cosa è sempre la stessa, non bisogna considerare le sue proprietà, ma le relazioni che sorgono e si sviluppano nel corso della sua esistenza. Prima di entrare a far parte del dibattito contemporaneo, soprattutto per merito di David Hull e Bas van Fraassen, il concetto di genidentità ha trovato importanti applicazioni all'interno delle indagini scientifiche di Albert Einstein, Hans Reichenbach e Rudolf Camap. Nel presente volume si raccolgono, curati e tradotti per la prima volta in italiano, alcuni scritti di questa prima fase ontologico-epistemologica dell'opera lewiniana. Il volume è preceduto da un saggio introduttivo di Luca Guidetti.
20,00

Autonomi. Le storie, le lotte, le teorie (Gli). Vol. 1

Libro: Copertina morbida

editore: DeriveApprodi

anno edizione: 2020

pagine: 459

«Negli anni Sessanta e Settanta l'Italia è stata attraversata da un conflitto sociale di durata e intensità che non hanno uguali nella storia più recente. Tutto l'immaginario della rivoluzione è precipitato qui: non v'è stata parola che non sia stata detta, non v'è stato gesto che non sia stato compiuto. Non v'è stata teoria che non sia stata teorizzata. Non v'è stata lotta nel mondo di cui non ci si sia fatti carico e non si sia stati fratelli almeno per un giorno. Tutti i sogni e tutti gli incubi delle rivoluzioni si sono fatti carne qui. Questa è l'anomalia italiana. Che tutto questo abbia prodotto una profonda trasformazione di questo paese è davvero difficile negarlo adesso. Che tutto questo abbia davvero prodotto una profonda trasformazione di questo paese è difficile riconoscerlo adesso. La coscienza enorme del lavoro, l'autonomia di classe, è il fattore determinante dell'anomalia italiana degli anni Sessanta e Settanta; la presenza del "più grande Partito comunista d'Occidente" è un fattore relativo. E da un certo punto in poi (la "crisi" degli anni Settanta) diventa un fattore opposto e contrario. Gli anni Sessanta e Settanta possono leggersi sostanzialmente come un conflitto aperto tra l'autonomia di classe e i comunisti italiani. Un conflitto tutto "dentro" il lavoro. Gli autonomi "impersonificano" questo conflitto. La chiave forse sta qui: gli autonomi sono più pertinenti all'anomalia italiana che all'autonomia operaia. Quando il grande ciclo delle lotte di fabbrica è finito, quando la spinta di massa va esaurendosi, quando la rivoluzione è perduta, ecco, rispunta l'anomalia italiana: gli autonomi. Quando esperienze, individui, gruppi e partiti della sinistra rivoluzionaria si sono sciolti, fusi, sparpagliati, ecco gli autonomi. Il vero scandalo, la vera anomalia dell'autonomia operaia è la violenza. Gli autonomi furono violenti. Gli autonomi "furono" la piazza. La piazza è il luogo proprio della politica di quel tempo. Gli autonomi giocano la loro politica in piazza. Dall'altra parte, dalla parte opposta, ci sono le autoblindo. Le autoblindo presidiano le piazze».
25,00

Nuovi lavori, nuove alienazioni

Rahel Jaeggi

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 58

Sfruttamento, alienazione, precarietà, disoccupazione a lungo termine: sono soltanto alcune delle forme patologiche che il lavoro ha assunto nella nostra epoca. Se, come diceva Hegel, il lavoro è invece condivisione, prender parte alle risorse universali della società (sia come ciò che una società possiede, sia come ciò che una società è capace di fare), tali patologie possono essere intese come modi diversi di rifiutare o impedire questa partecipazione. Nel contesto di una ricostruzione storico-normativa del significato di lavoro quale cooperazione sociale, Rahel Jaeggi indaga gli aberranti sviluppi contemporanei e la minaccia posta alle attuali condizioni lavorative allo scopo di chiarire, attraverso l'analisi di fenomeni negativi, il contenuto positivo del termine e il suo senso nelle società moderne. Introduzione di Giorgio Fazio.
12,50

Poincaré e Bachelard. La rivoluzione dei modelli di razionalità

Mario Quaranta

Libro: Copertina morbida

editore: Diogene Multimedia

anno edizione: 2020

pagine: 136

Filosofia e scienza nell'epoca delle rivoluzioni scientifiche: sotto il profilo della storiografia filosofica, questo libro tratta di due momenti dello sviluppo del pensiero occidentale rispettivamente precedenti e successivi alla comparsa della teoria della relatività. Le figure di Poincaré e di Bachelard sono descritte rispetto al loro tempo, e sono questi loro tempi, e non solo le loro figure, ad essere separati dalla comparsa della figura di Einstein (di cui Quaranta qui non esamina il pensiero filosofico: lo assume come terzo rispetto al focus del suo interesse, rappresentato da Poincaré e Bachelard). Sottotraccia, questo libro tratta quindi di una cosa diversa, indipendente dalle caratteristiche di quello che per ciascuno è il proprio tempo: il rapporto tra filosofia e scienza. Da qui l'interesse di queste pagine anche per chi non si occupa in modo specialistico dei due protagonisti. Da qui anche la scelta del sottotitolo del volume, perché a muoversi tra le due età storiche in cui sono vissuti Poincaré e Bachelard sono i modelli di razionalità e la nozione stessa di modello di razionalità.
16,00

Verso il concreto. Studi di filosofia contemporanea. William James, Whitehead, Gabriel Marcel

Jean Wahl

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 279

Con "Vers le concret" (1932) Jean Wahl si inserisce, non senza ironia, in quel dibattito sul "concreto" che aveva saputo catturare, nel primo dopoguerra, l'attenzione di molti intellettuali francesi, portando sulla scena tre filosofi atipici, legati al "vecchio" Bergson (William James, Alfred North Whitehead e Gabriel Marcel). Nelle pagine del saggio emerge una linea filosofica votata a un empirismo immanentista, capace di connettere speculazione metafisica, senso del reale, indagine filosofica, scientifica e persino estetico-poetica:" Verso il concreto" anticipa così tanto le future direzioni di ricerca dell'autore quanto i più recenti dibattiti intorno al realismo, al naturalismo e alla metafisica. Postfazione di Barbara Wahl.
22,00

Che ne dici di tornare a pensare. Come risvegliare il cervello nell'epoca dei social network

Gianluca Galotta

Libro: Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2020

pagine: 137

Viviamo nell'epoca in cui trionfano la brevità e la concisione. I social network, gli stringati tempi della comunicazione televisiva, gli slogan pubblicitari, la frenesia delle nostre giornate: tutto ci porta nella direzione di condensare il più possibile il pensiero e di ridurre così radicalmente le nostre capacità argomentative e riflessive. Come fare, allora, per contrastare questo pericoloso cambiamento? Occorre esercitarsi. Partendo da brevi aforismi che spaziano dall'amore all'arte, dalla religione alla moda, dal senso della vita alla felicità anche il lettore è spronato ad avventurarsi in personali riflessioni e interpretazioni. Per ampliare ciò che è conciso e dare libero sfogo all'argomentazione. Per rovesciare la logica degli odierni modi del comunicare e tornare a pensare.
10,00

Opere complete. Vol. 1: Celebrare la consapevolezza

Ivan Illich

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 894

Inizia con questo volume la pubblicazione della prima edizione mondiale delle Opere complete di Ivan Illich, un autore la cui attualità e il cui significato, al di là della sua prima, clamorosa ricezione negli anni Settanta del Novecento, forse solo oggi sono diventati pienamente visibili. La sua critica radicale della modernità e delle istituzioni dell'Occidente coincide infatti con un nuovo sguardo sull'umanità dell'uomo, che non appare più come una natura biologica o un'identità culturale presupposta, ma come l'insieme delle pratiche e delle tecniche immemoriali attraverso le quali gli uomini e le donne si rendono la vita possibile, cioè come la dimensione che Illich chiama «convivialità». Si suole distinguere nella biografia di Illich il periodo in cui egli opera ancora all'interno della Chiesa e quello in cui dichiarerà di rinunciare per sempre all'esercizio del ministero sacerdotale, iniziando un'attività di scrittore e conferenziere che farà di lui in pochi anni una figura conosciuta e discussa in tutto il mondo. I testi raccolti in questo primo volume, in buona parte inediti, mostrano che fra l'Illich dentro la Chiesa e quello fuori (o ai margini) della Chiesa non è possibile segnare alcuna frattura. La concettualità dell'Illich critico della modernità e archeologo della convivialità nasce come uno sviluppo radicale e coerente di categorie teologiche e filosofiche già presenti nel pensiero del sacerdote, prima di tutto quella escatologica di Regno, che non è per lui un compito da realizzare nel futuro, ma qualcosa di integralmente presente, di cui occorre testimoniare qui e ora.
35,00

L'uomo e l'invisibile

Jean Servier

Libro: Copertina morbida

editore: Iduna

anno edizione: 2020

pagine: 435

L'idea che l'uomo contemporaneo occidentale sia il vertice dell'evoluzione è un pregiudizio razzista, che questo libro smonta dimostrando come l'uomo, in ogni tempo e civiltà, sia fondamentalmente rimasto, nella sua essenza spirituale, uguale a se stesso.
28,00

Hegel. La dialettica

Vladimiro Giacchè

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 201

In questa introduzione alla filosofia di Hegel il pensiero del filosofo tedesco è spiegato in termini chiari e accessibili, ripercorrendone lo sviluppo attraverso i contenuti delle opere principali, per poi offrire un rapido quadro d'insieme della fortuna delle teorie hegeliane presso i filosofi successivi. Il capitolo conclusivo (Pensare con Hegel) propone una lettura originale delle principali caratteristiche della filosofia hegeliana, con particolare riferimento ai concetti di "dialettica" e "contraddizione", ed esamina alcuni significativi utilizzi delle categorie hegeliane. Il testo è accompagnato da un'ampia antologia di pagine di Hegel e dei suoi critici, che consentono un confronto diretto con la filosofia del pensatore tedesco.
18,00

Politica per perplessi

Daniel Innerarity

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 160

Negli ultimi anni siamo stati testimoni di eventi politici imprevedibili, dalla vittoria elettorale di Donald Trump alla Brexit. Ogni cosa sembra sfuggire al nostro controllo e l'insicurezza che ne deriva ci porta a essere ansiosi, aggressivi verso l'"altro" e disillusi nei confronti della politica, fossilizzata su vecchi schemi binari che non rappresentano più la nostra realtà. Daniel Innerarity ci offre alcuni suggerimenti per difenderci dalla perplessità di cui siamo schiavi, come la realizzazione di sistemi politici intelligenti, capaci di sopravvivere ai cattivi governanti, o la costruzione di una democrazia più inclusiva, che tenga conto anche della minoranza. Sopra ogni cosa, però, ci invita all'ottimismo: anche se non è possibile prevedere il futuro, ogni nostra azione può dare il via al cambiamento verso un mondo migliore, sostenibile e più sicuro.
16,50

La filosofia del sogno

Ágnes Heller

Libro

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 192

È possibile leggere i sogni con le categorie dell'estetica? Questa la novità contenuta in "La filosofia del sogno", uno degli ultimi lavori di Ágnes Heller, recentemente scomparsa. Con la nascita della psicanalisi, l'interpretazione dei sogni si è affrancata dal dominio delle pratiche esoteriche per convertirsi in esercizio analitico. Quale sintomo del malessere o benessere di una coscienza privata, tuttavia, le realtà del mondo sognato sono rimaste escluse dalla comprensione scientifica moderna, che da Cartesio in poi ha separato in modo definitivo razionalità e immaginazione, spaccando il pensiero in due. Alla maniera dell'arte, dell'intuizione mistica, della poesia o della scoperta, i sogni - suggerisce l'autrice - dicono verità che si sottraggono al principio di verificazione. Attraverso la lettura di episodi biblici, dei drammi di Shakespeare, dei protocolli dei sogni di artisti e filosofi contemporanei, Ágnes Heller inaugura un nuovo discorso sul sogno e ricongiunge la tradizione religiosa e letteraria con l'odierna fenomenologia, con l'ermeneutica e la filosofia dell'esistenza.
25,00

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