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Arti: argomenti d'interesse generale

Il bene e il male. Dio, arte, scienza

Vittorio Sgarbi, Giulio Giorello

Libro: Copertina rigida

editore: La nave di Teseo +

anno edizione: 2020

pagine: 156

Un filosofo della scienza, Giulio Giorello, e uno storico dell'arte, Vittorio Sgarbi, si confrontano con il mistero di Dio, in un incontro appassionato tra arte, scienza e filosofia. Dalla Trinità di Masaccio all'Urlo di Munch, passando per i capolavori di Piero della Francesca, Lorenzo Lotto, Andrea Mantegna e Caravaggio, i due autori raccontano come l'arte cristiana ha rappresentato il volto di Dio, il suo corpo. Incrociano così le intuizioni e le domande della scienza moderna, da Galileo a Newton, e le riflessioni della filosofia e della poesia, da Spinoza a Leopardi, a Nietzsche: il corpo di Dio è soggetto alla gravità come qualsiasi altro corpo mortale? Dio è morto? In un confronto laico, ribelle e sorprendente, Giorello e Sgarbi non trascurano i temi etici più attuali: il rapporto tra scienza e Stato, tra medicina, corpo e anima, l'eutanasia, i dogmi della politica e i pericoli di una democrazia affidata ai social, il valore della verità nell'arte e nella scienza. E, insieme, danno vita a uno straordinario esercizio di spirito critico, nel nome della bellezza e della libertà di pensiero.
17,00

Diario della capra 2020-2021

Vittorio Sgarbi

Libro: Copertina rigida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2020

pagine: 576

La scuola serve a difenderci: più si hanno strumenti per capire, più ci si può difendere.
16,00

Ingegnere del tempo perduto. Conversazione con Pierre Cabanne

Marcel Duchamp

Libro

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«Questa intervista ha provocato fin dalla sua prima pubblicazione reazioni contraddittorie - alcune perfino indignate - sia per le parole di Marcel Duchamp, sia per lo stile con cui ho ritenuto opportuno condurre il nostro dialogo. Tali reazioni si spiegano con il fatto che molti presumono di detenere la verità esclusiva su Duchamp, e così lo riducono, a loro uso personale, a una mummia asettica e muta. Tutto questo ha dato come frutto articoli, persino interi libri, spesso astrusi, oscuri, tesi a interpretare un particolare di un'opera, una frase, un atteggiamento; e questo divertiva molto Duchamp, sebbene in genere non si desse la pena di leggere quel che si scriveva su di lui. Com'era dunque possibile, in presenza di queste glosse complicate, di queste sapienti decifrazioni che propongono chiavi di lettura sempre nuove e sempre divergenti e contraddittorie, tollerare che Duchamp, "l'uomo più intelligente del XX secolo" secondo Breton, abbia potuto dare delle sue opere, nella nostra intervista, "spiegazioni insignificanti, piattissime motivazioni"? Com'era possibile ammettere che avesse detto, concludendone la lettura, "Tutto è chiaro come il sole"? Avrebbe significato accettare che Duchamp avesse posato sulla sua opera e sulla sua vita uno sguardo lucido, dando delle sue "cose" spiegazioni semplici, concise, spogliandole da complessi pensieri riposti o da segrete intenzioni.» (dalla postfazione di Pierre Cabanne)
22,00

Quaderno di schizzi pedagogici

Paul Klee

Libro

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«La prima edizione del "Pädagogisches Skizzenbuch" di Paul Klee fu redatta nel 1924, e apparve l'anno successivo come secondo volume della collana Bauhausbücher curata da Walter Gropius e László Moholy-Nagy. Una riedizione seguì poco dopo, nel 1927. A Gropius e Moholy-Nagy doveva esser chiaro fin dall'inizio che queste "premesse fondamentali" come venne detto alla presentazione del libro "di una parte dell'insegnamento teorico allo Staatliches Bauhaus di Weimar costituivano una componente essenziale della concezione artistico-didattica di Klee e dell'istituto". Il Pädagogisches Skizzenbuch viene qui riprodotto integralmente. La sua veste non è dovuta solo a Paul Klee, autore dei disegni e delle riflessioni teoriche, ma anche al progetto grafico di Moholy-Nagy, che si può considerare pionieristico. Si pone il problema (sollevato anche allora) se la soluzione adottata da Moholy-Nagy risponda appieno alle esigenze della spiritualità del pensiero e del disegno di Paul Klee, o se la spiccata personalità dell'artista tipografico non contribuisca a suggerirne un'interpretazione diversa. Va peraltro ricordato che Klee autorizzò questa forma. Dunque il libro si presenta anche come un prodotto di quella cooperazione di "forze di diverso indirizzo" che fu una caratteristica del Bauhaus insistentemente affermata da Klee come potenziale di feconda dialettica interna e di produttività.» (dalla premessa di Hans M. Wingler)
13,00

Caravaggio's painting technique

Libro: Copertina morbida

editore: NARDINI

anno edizione: 2020

pagine: 94

30,00

Fare una mostra

Hans-Ulrich Obrist

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2020

pagine: 251

Come nasce una mostra? Qual è il ruolo del curatore? Perché possiamo considerarci tutti curatori? Intrecciando ricordi personali e professionali legati alla sua poliedrica attività in ambito artistico, Hans Ulrich Obrist spiega che curare, in fondo, è "un tentativo d'impollinazione fra culture, o un modo di disegnare mappe, che schiude percorsi nuovi attraverso una città, un popolo o un mondo". Magneticamente sospeso tra la narrazione autobiografica e la riflessione sulla curatela come pratica culturale nient'affatto limitata ai musei, l'impresario teatrale Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes ed eroe personale di Obrist, fu un curatore eccezionale per il suo talento nel coinvolgere sensibilità artistiche differenti, "Fare una mostra" è un libero viaggio tra incontri e conversazioni, illuminanti e mai convenzionali, con gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che più hanno ispirato Obrist. Rimbalzando vivacemente tra mostre, festival internazionali, continenti e secoli, ci restituisce il profilo di una professione tutt'altro che chiusa in se stessa, fino a suggerirci che la proliferazione di idee, informazioni e oggetti che qualifica il mondo contemporaneo non lascia alternativa: selezionare al meglio, curare i nostri contenuti è un esercizio irrinunciabile della quotidianità, un gesto di sopravvivenza che ci riguarda tutti. Scritto con Asad Raza. Con un "Ritratto di Hans Ulrich Obrist" di Gianluigi Ricuperati.
14,00

Simboli. I significati nascosti nei temi figurati

Giombattista Corallo

Libro: Copertina morbida

editore: C&P Adver Effigi

anno edizione: 2020

pagine: 400

"I significati nascosti nei temi figurati" è il sottotitolo del volume ed è proprio nel termine "nascosto" che si manifesta il fascino del "simbolo" che solo attraverso la ricerca attenta e costante può svelare segreti straordinariamente efficaci e permettere la lettura quanto più possibile vicina ad un'immagine oggettivamente rappresentativa di quanto si vuole affidare alla percezione del fruitore interessato. Molti sono i meriti della simbologia che, oggi, rappresenta uno "strumento" basilare, come altri sistemi e metodi moderni, indispensabile alla conoscenza ai fini della piena comprensione dell'arte e della cultura tutta. Ed è una grande fortuna avere coscienza di questo aspetto d'indagine e di studio, ai nostri giorni, che favorisce, indiscutibilmente un estremo approfondimento col risultato di una reale conoscenza della cultura artistica che fino a pochi decenni fa era lacunosa e impensabile di sviluppi come quelli che oggi, con soddisfazione, conosciamo e apprezziamo per le immense possibilità che offre.
20,00

Memestetica. Il settembre eterno dell'arte

Valentina Tanni

Libro: Copertina morbida

editore: Produzioni Nero

anno edizione: 2020

pagine: 247

Nel XXI secolo l'arte è diventata una faccenda strana, persino più strana di quanto lo fosse nel Novecento. L'avvento di Internet, la diffusione delle nuove tecnologie e l'ascesa dei social network hanno stravolto il nostro universo visivo a furia di gif animate, ritocchi su Photoshop e pratiche appropriazioniste di ogni genere e grado. Troll, youtuber e instagrammer fai-da-te ci stanno lasciando in eredità un insieme di pratiche e di estetiche che richiamano alla memoria i precetti delle avanguardie storiche, allegramente distorti in una chiave weird, selvaggia e disinibita. E allora in che modo l'arte che ancora troviamo nei musei e nelle gallerie è stata capace di rispondere a un tale contrappasso? Ma soprattutto: e se in futuro i manuali di storia dell'arte riportassero non le opere di qualche artista-genio ottocentesco, ma i meme di anonimi user nascosti dietro pseudonimi improbabili? In questo libro, Valentina Tanni ripercorre la strada che ci ha portato «da Marcel Duchamp a TikTok», tratteggiando i contorni di un sentiero tra i più affascinanti, e a tratti disturbanti, del tempo presente.
18,00

Visione e disegno

Roger Fry

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«L'emozione estetica è infinitamente lontana da quei valori etici in cui Tolstoj avrebbe voluto confinarla, e sembra essere lontana dalla vita reale e dalle sue utilità pratiche, come la più inutile teoria matematica. Si può soltanto dire che quelli che la provano sentono che essa possiede una qualità peculiare di "realtà" che la rende una questione di enorme importanza nella vita. Ogni tentativo che facessi per spiegare questo fatto mi condurrebbe probabilmente nelle profondità del misticismo. Sull'orlo di questo abisso mi arresto».
23,00

Aprire Venere. Nudità, sogno, crudeltà

Georges Didi-Huberman

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

«Ripensare la nudità oltre gli abiti simbolici di cui si riveste il nudo nella rappresentazione? Ciò significa in primo luogo accostarsi a quella fenomenologia del "contatto mascherato" che Freud richiama giustamente come rovescio bifronte - tocco di Eros e tocco di Thanatos - di ogni idealizzazione, di ogni difesa psichica contro l'attacco, in noi, dei cosiddetti processi "primari". Occorre dunque trovare nella Venere stessa la traccia di questo "snodo dissimulato", inquietante, in cui il tocco di Thanatos si sposa a quello di Eros: passaggio impercettibile, e nondimeno straziante, in cui l'"essere toccati" (essere commossi dalla bellezza pudica di Venere, vale a dire essere attirati e quasi carezzati dalla sua immagine) diviene "essere colpiti" (ovvero essere feriti, "essere aperti" dal negativo che appartiene a quella stessa immagine). Qui nudità fa rima con desiderio, ma anche con crudeltà. Georges Bataille non è molto distante, probabilmente, ma Botticelli? Cercare un simile "lavoro del negativo" o simili "somiglianze crudeli" non vuol dire anche reinventare Venere?».
19,00

Racconto dell'arte occidentale dai greci alla pop art

Philippe Daverio

Libro: Copertina rigida

editore: Solferino

anno edizione: 2020

pagine: 432

"Questo libro è un viaggio attraverso i secoli che intende fornire al lettore una serie di riflessioni su un vasto patrimonio comune, nato dalle ceneri del mondo antico e plasmato dalle nostre fortune come dai nostri conflitti." Da Giotto a Monet, passando per Raffaello, Michelangelo, Modigliani, Bernini, Van Eyck e molti altri. Tremila anni di storia e di storie sull'arte raccontati da un maestro della divulgazione con l'ausilio di un ricco apparato di immagini. Philippe Daverio conferma il suo estro interpretativo e la sua abilità narrativa dando vita a un grande racconto della nostra cultura. Dall'antica Grecia alla Pop art di Andy Warhol, il suo occhio critico ci accompagna in un affascinante percorso attraverso scultura, pittura e architettura in Italia e nel mondo alla riscoperta dei grandi maestri e dei loro segreti. Una vera e propria cavalcata d'autore a grandi tappe e ricca di aneddoti gustosi, confronti originali e sintesi illuminanti, nella grande storia della creatività dell'uomo.
29,00

Vita e morte dell'immagine. Una storia dello sguardo in Occidente

Regis Debray

Libro: Copertina morbida

editore: MAGONZA

anno edizione: 2020

pagine: 332

«C'è stata "magia" finché l'uomo sotto-equipaggiato dipendeva dalle forze misteriose che lo annientavano. C'è stata "arte", successivamente, quando le cose dipendenti da noi sono diventate almeno altrettanto numerose di quelle indipendenti. Il "visivo" è iniziato da quando abbiamo acquisito poteri sufficienti sullo spazio, sul tempo e sui corpi, da non temerne più la trascendenza». Régis Debray traccia una storia dell'immagine e dello sguardo in Occidente, del suo potere inesauribile, individuando tre diverse "ere", attraverso gli strumenti della filosofia e della storia, dell'antropologia e dell'archeologia. Dal legame originario con la morte e con l'assenza fino al nuovo tempo della videosfera e del digitale, l'autore rilegge il ruolo dell'immagine e del suo tramite: «La storia dell'"arte" deve qui farsi da parte, dinnanzi alla storia di ciò che l'ha resa possibile: lo sguardo che noi posiamo sulle cose che rappresentano altre cose». Introduzione di Marco Pierini.
25,00

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