Il tuo browser non supporta JavaScript!

Libri di Massimiliano Panarari

Poteri e informazione. Teorie della comunicazione e storia della manipolazione politica in Italia (1850-1930)

Massimiliano Panarari

Libro

editore: MONDADORI EDUCATION

anno edizione: 2017

pagine: 170

La modernità è figlia dell'accelerazione della comunicazione e della diffusione e intensificazione dell'azione dei media. Un processo che caratterizza l'intero Occidente contemporaneo, con gli Stati Uniti quali laboratorio, e con varie specificità nei diversi Stati-nazione europei. Questo volume vuole, da un lato, indagare le trasformazioni della comunicazione - tra giornalismo, evoluzione dell'opinione pubblica, sistemi politici e propaganda - nell'Italia diventata nazione unitaria, arrivando fino agli anni Trenta dei totalitarismi. E, dall'altro, si propone di ripercorrere alcuni dei nodi fondamentali dell'intreccio tra sistemi di potere, comunicazione pubblica e soggetti della politica, guardando alle innovazioni che dall'estero arrivavano nel nostro Paese. Un'analisi multidisciplinare dei processi di mediatizzazione e dei fenomeni di manipolazione all'opera nel secondo Ottocento e nei primi decenni del XX secolo, integrata da una rassegna ragionata delle principali teorie della comunicazione elaborate nel secondo Novecento.
14,00

La credibilità politica. Radici, forme, prospettive di un concetto inattuale

Massimiliano Panarari, Guido Gili

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 224

Tutti la cercano. Molti ne lamentano l'assenza. È la credibilità, cardine della vita politica e dell'ordinamento democratico tanto decantato quanto trascurato. Cos'è la credibilità? Chi è credibile e perché? Quali sono le radici e le forme della credibilità politica? Come circola all'interno della società? A quali rischi è soggetta e quali patologie ne derivano? A che cosa si può fare appello per restituire credibilità alla politica? Attraverso questo percorso gli autori intendono riaffermare la sua centralità nella teoria e nelle pratiche politiche, poiché di credibilità, sebbene in forme originali e con fondamenti nuovi, le società democratiche hanno quanto mai bisogno, soprattutto oggi.
12,50

Uno non vale uno. Democrazia diretta e altri miti d'oggi

Massimiliano Panarari

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2018

pagine: 155

L'utopia di una società orizzontale, trasparente e senza gerarchie è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, complice l'impatto destabilizzante di internet sul nostro modo di comunicare e di valutare l'operato della classe dirigente. Da dove ha origine l'opinione diffusa secondo la quale, se la gente comune potesse esercitare pienamente il potere, tutto andrebbe meglio? Sappiamo davvero di cosa parliamo quando parliamo di democrazia diretta? Oppure l'uso continuo e la popolarità di cui gode questo ideale all'apparenza cristallino nascondono uno dei più grandi abbagli degli ultimi anni? Attraverso cinque espressioni chiave che richiamano altrettanti «miti d'oggi» - popolo, autenticità, tecnologia, disintermediazione, democrazia diretta -, in questa disamina della politica contemporanea Massimiliano Panarari chiarisce le radici del presunto «primato della gente» che sta scuotendo le fondamenta della nostra democrazia, e offre un'utile chiave di lettura per capire l'evoluzione della galassia populista internazionale e, soprattutto, di quella italiana, dagli esordi con la Lega all'exploit con il berlusconismo, dalle varie fasi del «turbo-renzismo» al trionfo del Movimento 5 Stelle, fino alla sintesi alchemica del governo giallo-verde.
12,00

Elogio delle minoranze. Le occasioni mancate dell'Italia

Massimiliano Panarari, Franco Motta

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2012

pagine: 221

Cosa accomuna gli eretici italiani del Cinquecento e i social-riformisti dell'Italia primo-novecentesca, i galileisti del Seicento e gli igienisti dell'Ottocento, i protagonisti del Triennio giacobino e la famiglia allargata dei liberali di sinistra e progressisti? Innanzitutto l'atteggiamento mentale ctitico, consapevole, ma sempre distinto dal pragmatismo e dall'antidogmatismo. Infine un amaro destino: duramente sconfitti, costretti ad assistere in vita alla dissoluzione dei loro progetti, sono stati anche oggetto di dimenticanza o di damnatio memoriae. Massimiliano Panarari e Franco Motta ripercorrono la storia del nostro paese rileggendola attraverso le esperienze di quelle "grandi" minoranze virtuose, che hanno combattuto battaglie di stampo riformatore e per il cambiamento delle condizioni di vita. Un filo rosso attraversa il libro alla ricerca delle energie fondative di quella che avrebbe potuto essere un'altra Italia, i cui esponenti si rivelano oggi più vicini ai modelli sociali e culturali che risultarono vincenti in buona parte dell'Occidente sviluppato.
16,00

L'egemonia sottoculturale. L'Italia da Gramsci al gossip

Massimiliano Panarari

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2015

pagine: 250

La crisi del berlusconismo politico non deve far pensare che si stia rottamando quello socioculturale. Perché nell'attuale Italia postmodernissima e liquida, la sottocultura continua a orientare potentemente stili di vita, immaginario e consumi. Calano i TG, ma sono ancora in campo i talk show a raccontare l'ossessione per la politica di un paese che la politica la odia. E, poi, è tutto un post e un tweet, e la politica ormai la si fa anche a colpi di social media. Chiediamoci allora cosa è diventato oggi il nazionalpopolare (dopo essere passato per il gossip-popolare) e che accade nei consumi culturali, da Masterpiece a Fabio Volo. E interroghiamoci anche, su un altro versante, sulla (residua) funzione degli intellettuali, visto che pedagogia soft e soft power sono in difficoltà anche nella cultura politica progressista, mentre renzismo e grillismo fanno scuola. Gira e rigira, rimane sempre la domanda di fondo (e di sfondo). Che fare?
16,00

L'egemonia sottoculturale. L'italia da Gramsci al gossip

Massimiliano Panarari

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2010

pagine: 145

Una volta il nazionalpopolare era una categoria gramsciana, i giornali e la televisione pubblica erano pieni di scrittori e intellettuali, la sinistra (si dice) dominava la produzione culturale. Oggi nazionalpopolari sono i reality show pieni di volgarità, la televisione (pubblica o privata) è quella che è, e la sinistra pure. Ma si può paragonare l'Italia di Pasolini, Calvino, Moravia con quella di "Striscia la notizia", Alfonso Signorini, "Amici" di Maria De Filippi ? La tesi provocatoria di questo libro è che il confronto non solo è possibile, ma è illuminante. Perché oggi, finita e strafinita l'egemonia culturale della sinistra, trionfa un'egemonia sottoculturale prodotta dall'adattamento ai gusti nostrani del pensiero unico neoliberale, in quel frullato di cronaca nera e cronaca rosa, condito da vip assortiti, che sono diventati i nostri mezzi di comunicazione, ormai definitivamente dei "mezzi di distrazione di massa". E il paradosso è che molte delle tecniche di comunicazione che oggi innervano la società dello spettacolo sono nate dalla contestazione del Sessantotto, dai movimenti degli anni Settanta e dalle riflessioni sul postmoderno degli anni Ottanta. E cosi, in un cortocircuito di tremenda forza mediatica, il situazionista Antonio Ricci produce televisione commerciale di enorme popolarità, Signorini dirige con mano sicura il suo postmodernissimo impero "nazional-gossiparo", i reality più vari sdoganano il Panopticon di Bentham e Foucault per le masse.
16,50

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.