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Libri di James Joyce

Musica da camera

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2019

Apparsa nel 1907, la raccolta Musica da camera comprende trentasei poesie scritte tra il 1901 e il 1904, tutte di ispirazione amorosa, e trovò subito un'ottima accoglienza da parte di critici e scrittori come Ezra Pound, che ne apprezzò l'eleganza e il temperamento delicato, e William Butler Yeats, che scrisse: «Penso che il signor Joyce abbia grandissime qualità. C'è una poesia nell'ultima pagina del suo Chamber Music che... è un capolavoro di tecnica ed emozioni». Tuttavia Joyce non ne era del tutto soddisfatto: ne apprezzava soprattutto la grazia musicale, tanto da parlare espressamente di canzoni per queste sue poesie e da augurarsi che almeno alcune venissero messe in musica, «quella vecchia musica inglese che piace a me». Eppure questo suo libro d'esordio, che per lingua, prosodia e temi richiama direttamente la copiosa lirica elisabettiana, se da un lato rappresenta l'omaggio di uno scrittore ventenne a tutta una tradizione lirica, dall'altro si pone come primo, fondamentale tassello di un'inesausta ricerca espressiva che già in quegli anni lo vedeva all'opera sui racconti di "Gente di Dublino"; basti pensare che il 1907 è anche la data del più famoso di questi racconti, "I morti", apparso recentemente in questa stessa collana.
12,50 10,63

Dubliners

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: Demetra

anno edizione: 2019

pagine: 224

Uno dei testi che hanno fatto la storia del Novecento: il grande autore irlandese racconta la sua città in una serie di racconti-capolavoro. Di facile lettura, ma soprattutto appassionanti, per capire meglio la gente di Dublino e l'umanità stessa.
9,00 7,65

Gente di Dublino

James Joyce

Libro: Libro in brossura

editore: Giunti Editore

anno edizione: 2019

pagine: 272

Un capolavoro che avvicina alla grande scrittura del Novecento. Una raccolta di quindici racconti, terminati nel 1906 e pubblicati nel 1914 dopo essere stati rifiutati da molte case editrici, che rappresenta uno dei maggiori capolavori della letteratura del Novecento. Storie di vita quotidiana che delineano le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia e infine la morte. Una vita che, quando è priva di consapevolezza, perde significato e si arena nella passività, in una perpetua paralisi fatta di parole non dette, drammi non espressi, assenza di libertà.
8,00 6,80

Finnegans Wake. Testo inglese a fronte. Vol. 3-4: III-IV

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2019

pagine: 686

"Libro della notte", prosecuzione del viaggio nell'animo umano iniziato con quel "libro del giorno" che è l'Ulisse, Finnegans Wake è una «suprema sintesi verbale del Creato» costruita attingendo a più di quaranta lingue. La sua traduzione è dunque una ininterrotta sfida, che questo sesto volume porta all'infinita fine, smentendone la presunta "intraducibilità". Negli ultimi capitoli il gigante Haun-Yawn è sottoposto a interrogatorio da Quattro inquisitori; rispondendo con molteplici voci si trasforma in HCE, padre universale ma anche voce ancestrale della storia d'Irlanda. Alle prime luci dell'alba ALP, il fiume di Dublino Anna Liffey, e moglie di HCE, lascia il suo letto per andare a morire nel padre-mare: la sua morte apparente è preludio di una rinascita che porta in sé il germe della resurrezione e dell'insurrezione.
24,00 20,40

I dublinesi

James Joyce

Libro: Libro rilegato

editore: Bompiani

anno edizione: 2018

pagine: 288

Questa raccolta di quindici racconti pubblicata nel 1914 è uno sguardo poliedrico sulla vita dell'uomo attraverso le tappe principali: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Dublino è più che semplice cornice e ambientazione per i fatti raccontati: le sue birrerie fumose, i quartieri malfamati e il vento freddo che spazza le strade sono protagonisti alla pari dei bizzarri abitanti a cui la penna di James Joyce dà voce. Le storie raccontate dall'autore venticinquenne sono una prova di scrittura realistica superba: una potente esplorazione di miserie, paure, fughe e paralisi di gente comune e per nulla eroica che diventa una celebrazione della vita nelle sue molteplici forme.
11,00 9,35

Gente di Dublino

James Joyce

Libro: Libro in brossura

editore: Demetra

anno edizione: 2018

pagine: 256

La paralisi del mondo joyciano sta in questo: che i protagonisti delle sue storie non conoscono nessuna libertà, non hanno - letteralmente - "libertà di parola", perché non sanno pronunciare parole libere, e continuano a usare parole altrui, pensieri altrui, a bere whiskey e gin altrui, a guardare un mare altrui. Per questo (come noi, del resto) continuano a parlare e parlare... "Gente di Dublino" è, in questo senso, un grande laboratorio, umano e linguistico. Acquatiche, vitree, torbide di mille residui putrescenti, le storie di Joyce non ci offrono corpi veri e propri, da toccare amare odiare. I loro personaggi sono labirinti di parole non dette, di drammi non espressi.
5,90 5,02

Gente di Dublino

James Joyce

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 250

Un capitolo della storia morale d'Irlanda: secondo la definizione di Joyce, "Gente di Dublino" (1914) è la spietata e nichilista radiografia di una città, del suo ambiente e dei suoi abitanti in quindici racconti brevi, quindici schizzi esistenziali che hanno per protagonisti i "reietti dal banchetto della vita". Storie in equilibrio fra elemento realistico e simbolico, che mescolano angoscia e disperazione. Epifanie, rivelazioni di una verità tragica, ma anche comica, che hanno odore "di cenere, di erbe macerate e di immondizia". Un libro che Joyce ha rigorosamente architettato sullo schema che sarà proprio di tutte le sue opere maggiori, da "Ulisse" a "Finnegans Wake": la vita dell'uomo, dell'intera umanità.
10,00 8,50

I morti

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2018

pagine: 115

Ultimo racconto della raccolta "Gente di Dublino, I morti" (1907) ne costituisce anche una sintesi mirabile. Il microcosmo della festa natalizia alla quale il protagonista Gabriel Conroy partecipa, diviene, per una di quelle illuminazioni proprie dei grandissimi scrittori, il luogo di una 'epifania' che anticipa i grandi temi di "Ulysses" (1922), facendo di questo stupendo racconto la realizzazione più compiuta del primo Joyce. Protagonista è sempre, naturalmente, il mondo di Dublino; come scrive Alessandro Gentili nella prefazione che accompagna la sua nuova traduzione di questo capolavoro di Joyce, «ogni personaggio di ogni racconto di "Gente di Dublino" impersona e manifesta la paralisi umana di quella città, quella società chiusa e fissa nell'immobilità di antichi provinciali modelli e consuetudini, repressa e mortificata dal dominio britannico e dal potere asfissiante della Chiesa cattolica». Tuttavia, non è un caso che questo racconto sia divenuto anche, e sempre più, un'opera a sé stante, e tale da fornire il materiale a John Huston per l'ultimo dei suoi grandi capolavori cinematografici, l'omonimo "The Dead" del 1987; perché se da un lato il racconto costituisce senza dubbio il coronamento dell'intera serie dei "Dubliners", dall'altro sprigiona una sua autonoma potenza narrativa, tingendosi di un risvolto più metafisico, come se la presenza dei morti aleggiasse, dominasse e riempisse di sé l'intero quadro.
10,00 8,50

Ulisse

James Joyce

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2018

pagine: 920

«Il più bello e il più interessante dei soggetti è quello dell'Odissea. È più grande e più umano di quello dell'Amleto, superiore al Don Chisciotte, a Dante, al Faust. A Roma, quando avevo finito circa la metà del Portrait, mi resi conto che l'Odissea doveva esserne il seguito». Così scriveva Joyce nel 1917. L'«Ulisse» uscì nel 1922, nel giorno del suo quarantesimo compleanno, per iniziativa di un'intraprendente americana di Baltimora, la ventitreenne Sylvia Beach. Sei anni di intenso lavoro, stesure e continue revisioni, per trasformare il grande mito in grande pantomima. Diciotto capitoli, diciotto luoghi, diciotto ore e momenti, diciotto stili, una miriade di personaggi e situazioni per raccontare l'eroicomica giornata di un ebreo irlandese di origini magiare, Leopold Bloom, un uomo a spasso per Dublino dalle otto del mattino alle due di notte del 16 giugno 1904: le sue azioni, i suoi pensieri, le azioni e i pensieri della città, della gente che incontra, di Stephen Dedalus, ovvero l'altra parte di sé, il giovane intellettuale in cerca di un padre (così come Bloom è in cerca di un figlio), di sua moglie Molly, ovvero il grembo, da cui si salpa e a cui si ritorna. Accompagnato da strumenti di guida alla lettura.
19,00 16,15

Il gatto e il diavolo

James Joyce

Libro: Copertina rigida

editore: EINAUDI RAGAZZI

anno edizione: 2018

pagine: 34

Una preziosa edizione del capolavoro di James Joyce scritto per il nipote Stephen di 4 anni. Un piccolo gioiello illustrato da Roger Blachon. Età di lettura: da 6 anni.
13,50 11,48

Finnegans Wake. Testo inglese a fronte. Vol. 2: I-II

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 647

Opera leggendaria della letteratura novecentesca, "Finnegans Wake" è anche l'utima e incompiuta opera di James Joyce. Questo volume comprende i primi due capitoli del secondo libro, considerati dalla critica tra le parti più complesse e dense di significato. Se protagonisti del primo libro erano i coniugi Humphrey Chimpden Earwicker e Anna Livia Plurabelle, coppia archetipica, metafora della città di Dublino e dell'intera umanità, questi primi capitoli del secondo libro si focalizzano invece sui loro figli - Shem, Shaun e Issy - seguendoli nelle loro attività quotidiane, mentre partecipano a una pantomima che si svolge per le strade del quartiere di Chapelizod o quando assolvono i loro doveri scolastici.
15,00 12,75

Finnegans Wake. Testo inglese a fronte. Vol. 1: I-IV

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2017

pagine: 221

"Libro della notte", prosecuzione del viaggio nell'animo umano iniziato con quel "libro del giorno" che è l'Ulisse, Finnegans Wake è una «suprema sintesi verbale del Creato» costruita attingendo a quaranta lingue. La sua traduzione è dunque una ininterrotta sfida, come testimonia Umberto Eco: «Il "senso" di quest'opera ha la ricchezza del cosmo, e l'autore vuole ambiziosamente che esso implichi la totalità dello spazio e del tempo - degli spazi e dei tempi possibili». Nei primi quattro capitoli viene introdotto il personaggio di HCE - oste di Dublino (Humphrey Chimpden Earwicker), colle nei pressi della città (Howth Castle and Environs), personificazione dell'umanità intera (Here Comes Everybody) -, il suo non precisato crimine, probabilmente di natura sessuale, e la misteriosa lettera che lo potrebbe scagionare o incriminare.
13,00 11,05

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