Il tuo browser non supporta JavaScript!

PACINI EDITORE

Amore e cioccolato

Lorenzo Lambardi

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 172

Mary, figlia del magnate Richard, è impegnata nel restaurare un grande, vecchio hotel a Mountain Rock, al confine tra Usa e Canada. Attende di essere raggiunta dal fidanzato italiano John. Intanto le sono vicini e lavorano con lei, allegramente e affettuosamente, gli amici July e Alan. Richard non approva l'iniziativa della figlia (che invece è stata aiutata dalla madre) e, soprattutto, non accetta come futuro genero John, a cui preferisce Steve, un giovane che si rivela perfido e pericoloso. Una volta giunto a Mountain Rock farà di tutto infatti per ingraziarsi Mary, ricorrendo persino a mezzi scorretti, per impedire a John di avvicinarla.
15,00

Semicerchio. Rivista di poesia comparata (2019). Ediz. bilingue. Vol. 60: Migrazioni e identità-Migrations and identity

Libro

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 132

Semicerchio è la prima rivista italiana di poesia comparata. Fondata a Firenze nel 1985 da un gruppo di scrittori e di universitari, si interessa di poesia dall'antichità al contemporaneo, con attenzione particolare al quadro internazionale e ai rapporti interculturali, alla critica tematica e alla letteratura d'immigrazione. Si compone di una parte dedicata a un tema antropologico o culturale, esplorato nella sua storia poetica attraverso ricerche specialistiche e antologie di testi, una sezione di saggi miscellanei, una serie di testi inediti italiani e stranieri, e una vasta rubrica di recensioni di libri recenti da ogni parte del mondo, compresa la poesia classica e medievale e la canzone rock e le poesie araba, africana, iranica, lituana, greca, indiana. La combinazione di un rigoroso criterio filologico nelle analisi e nelle selezioni del materiale e un'impostazione interculturale sensibile ai movimenti della società ne ha fatto uno degli strumenti di informazione e di proposta letteraria più avanzati sul piano metodologico e più conosciuti e consultati dai cultori di poesia italiani ed internazionali, oltre che un ponte ideale fra ricerca universitaria, militanza critica e aggiornamento scolastico. Alla redazione e al comitato scientifico, composti da 30 specialisti di vari paesi europei ed extraeuropei, si sono affiancati di volta in volta collaboratori illustri.
22,00

Isola d'Elba, Baratti e Populonia. Storia illustrata

Anna Benvenuti

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 157

Come la calviniana Despina anche la storia si presenta diversa a seconda che la si guardi dalla terra o dal mare. Così chi oggi si attarda nell'ipnotica bellezza del litorale toscano provenendo dall'interno porta con sé l'idea di una maggiore 'lentezza', quasi una sonnolenza, nel metabolismo storico dell'entroterra. Chi invece porta il suo sguardo dal mare percepisce immediatamente la natura 'confinaria' dello stretto braccio di mare che separa l'Elba dalla costa e ne avverte, liquida ed intrigante, la complessità. Il volume vuole offrire uno spaccato di questa complessità ancorando il lungo metabolismo storico che ha interessato il canale di Piombino alla sua necessaria profondità, anche in relazione ad un uso superficiale e inconsapevole degli spazi culturali che il moderno sentire turistico tende a sollecitare.
19,00

Le Passioni di Cristo nel cinema delle origini (1897-1912). Questioni iconografiche, iconologiche e culturali

Ferdinando Gizzi

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 384

Questo libro tratta delle prime rappresentazioni cinematografiche della vita di Cristo, nell'arco temporale che va dal momento della loro apparizione (il 1897) fino a quello del loro affrancamento dalla concezione, dalle pratiche e dalle caratteristiche del cinema delle origini (fino intorno al 1912, dunque). Sin da subito queste forme vennero ribattezzate con il titolo generico di Passioni, ed è così che da allora sono normalmente conosciute e pensate negli studi. Da un punto di visto filmico, si affermarono come un genere con caratteristiche sue proprie e con tratti linguistici talmente marcati e forti da tendere verso una definizione specifica. Ma da un punto di vista intermediale se ne può attestare la partecipazione a un fenomeno molto più ampio della cultura visuale europea (e occidentale) di fine Ottocento: un fenomeno che aveva proprio nella Passione di Cristo il suo nucleo tematico fondamentale e il suo motivo di interesse maggiore, e che si espresse in forme, linguaggi e mezzi differenti, ma legati in un rapporto di scambio e di influenze reciproche. Questo studio tenta di risituare tali forme filmiche delle origini all'interno dei contesti culturali e visuali del loro tempo, ovvero di rileggerle sul filo delle questioni rappresentative (della rappresentazione artistica quanto di quella più propriamente religiosa) a cavallo del XX secolo.
26,00

Quaderno di bioetica. Riflessioni e divagazioni degli studenti dei corsi 2018-2019 sulle lezioni del prof. Francesco Giunta

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 159

La Bioetica è stata quasi un pretesto per discutere della vita, dell'esistenza, del dolore, della persona e molto di scienza e ricerca, ma più ancora ha permesso a tutti di affrontare dialetticamente l'incrocio di questi temi di vita con le etiche applicate. l'esercizio di analizzare casi clinici secondo le diverse linee di condotta bioetica riportava la classe sui principali temi etici e su questi ho facilitato l'espressione del pensiero di ognuno. Ho assistito a scambi di idee e di riflessioni mai piatte e sempre composte e sentite. Così preziose e franche risultavano queste discussioni che ho sollecitato tutti a scrivere le proprie posizioni: ho trovato una risposta costruttiva e sollecita, che mi ha stupito per la qualità complessiva. La raccolta di questi scritti è una bella evidenza della freschezza del loro pensare, della libertà del loro pensiero e dell'intelligenza dei temi della vita.
15,00

To Marianeve. Fairy tales, smiles, wolves and princesses

Nonna Lela

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 48

Ogni anno, la mattina di Natale, Marianeve trovava sotto l'albero un regalo particolare: una fiaba, nata dai suoi giochi. Scritta solo per lei dalla sua Nonna Lela. Ecco sette storie, popolate da animali della fattoria, principesse con i loro splendidi abiti, buffi personaggi e cappelli, animate da bellissimi disegni allegri e colorati. Ogni fiaba era un momento personale e unico nel quale nonna e nipotina potevano ritrovarsi. Anche gli amici di Marianeve amavano ascoltarne la lettura ed è appunto in questa prospettiva che si pubblicano ora queste storie, affinché portino un po' di quella felicità a tutti. Il ricavato del libro servirà a finanziare il Progetto "Il sorriso di Marianeve", per la costruzione di una scuola materna a Wassera, nel Sud dell'Etiopia, promosso dal GMA-Gruppo Missioni Africa Onlus. Questo progetto, e questo piccolo libro, vogliono essere un segno concreto di speranza perché il meraviglioso sorriso di Marianeve torni a splendere sui visi di tanti bambini africani che avranno un luogo dove imparare a contare, a leggere e a scrivere. Età di lettura: da 4 anni.
12,00

La bellezza della prossimità. Con i fratelli Preziosi nei luoghi della fondazione Opera Casa Cardinale Maffi

Giovanni Padroni

Libro: Copertina rigida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 128

"Il primo assist si è 'alzato' nel momento in cui mi è stato affidato dall'ordinario diocesano l'incarico di presiedere il consiglio di amministrazione della Fondazione Casa Cardinale Maffi, una onlus che segue, in strutture dislocate in vari siti delle province di Pisa, Livorno, Massa Carrara e La Spezia, 460 persone con una disabilità differenziata per gravità e età. Nelle otto strutture vivono, tra interni ed esterni, circa 500 collaboratori con funzioni anch'esse differenziate secondo ruoli utili a tenere umanamente efficienti queste case che cercano costantemente l'abbraccio solidale della comunità esterna. Al momento della nomina, manifestando la mia preoccupazione per un ruolo così importante e di grande responsabilità l'Arcivescovo, tra l'altro, mi disse: "Ciò che riceverai da questa nuova esperienza ti aiuterà a superare gli ostacoli che potresti incontrare e, inoltre, potrai avere più di quello che darai. L'importante è che tu cerchi sempre di tenere alta l'asticella della Bellezza e della Prossimità". "Da quel giorno cominciai a girare per le strutture, a varie ore, parlando con operatori e assistiti ma... la Bellezza non riuscivo a coglierla, o meglio, a capirla. Come leggere la bellezza in una persona che porta con se segni evidenti di fragilità? Continuai ad aprire porte, avvicinarmi a carrozzine e a letti spesso occupati dalla stessa persona da anni e anni e, in molti casi, senza che si levasse una voce chiara ma solo qualche sillaba incomprensibile a chi non ascolta. Ho pranzato con molti ma la Bellezza continuavo a non vederla. Una sera, nel giro oramai consueto tra quei letti occupati dalla tristezza del silenzio, una operatrice sanitaria energica mi si avvicinò dicendomi in modo diretto e perentorio che non riuscivo a cogliere la bellezza racchiusa in quella struttura perché non volevo vederla. 'Come si fa a passare e ripassare accanto al letto di Romina e non interpretare dal suo labiale lento e appiccicoso che è viva, che ascolta con i suoi tempi, che chiede senza insistere un abbraccio o una carezza e che sa risponderti... basta aspettare, basta saper leggere il movimento di un dito, il battere di un sopracciglio, ... basta aspettare. Come fa... presidente a non vedere... si fermi un attimo ... qui con me, le faccio conoscere la vitalità criptata della donna livornese inchiodata nel letto da un ictus da quando era giovane sposa?'" (Franco Luigi Falorni, Presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi)
25,00

«Cavato dal spagnuolo e dal franzese». Fonti e drammaturgia del «Cerceriere di sé medesimo» di Lodovico Adimari e Alessandro Melani (Firenze 1681)

Nicola Usula

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 262

«Se mi si chiedesse di sintetizzare in due parole la trama del Carceriere di sé medesimo di Lodovico Adimari e Alessandro Melani (Teatro del Cocomero, Firenze, 1681), direi che non racconta altro che l'amore contrastato del principe e della principessa di due regni nemici, in cui si innesta l'espediente dello scambio di persona. Questo equivoco, o "dato di fatto falso", è innescato da un poveretto (di mezzi e di comprendonio) che indossa l'armatura abbandonata dal principe e perciò si ritrova incarcerato, nientemeno che sotto la custodia di quest'ultimo, il quale diventa così carceriere "di sé medesimo". Se a questo dramma per musica si togliessero il tempo dello sviluppo drammatico, l'abilità poetica e teatrale di Adimari, e gli affondi "affettuosi" della musica di Melani, non rimarrebbe che una storia smilza e neppure troppo avvincente, pane per i denti dei detrattori dell'opera del Seicento, che ancora continuano a pensare al melodramma postmonteverdiano come a una "cacciata dall'Eden". Eppure, nonostante la trama semplice e un finale più che scontato, questo dramma per musica racconta molte più storie e più mondi di quanto non paia a prima vista. Si tratta infatti di una delle numerosissime revisioni dell'Alcaide de sí mismo di Calderón de la Barca (1651), mediata dalla versione francese che ne diede Thomas Corneille sotto il titolo Le geôlier de soi-mesme (1655): nel 1681 a Firenze andò dunque in scena il risultato artistico dell'incontro di almeno tre diverse culture teatrali. Gli esiti letterari e teatrali delle varie combinazioni di questi mondi hanno attirato l'attenzione di ispanisti, francesisti e italianisti, nonché teatrologi e musicologi, tutti accomunati dallo stesso filone di ricerca, il cui vero significato mi pare risieda nell'immagine leibniziana della "piega", così come la raccontava Gilles Deleuze. Secondo la lettura del filosofo francese "il Barocco produce pieghe di continuo [...] curva e ricurva le pieghe, le porta all'infinito, piega su piega, piega nella piega". La complessità del mondo delle manipolazioni dei testi teatrali durante il Seicento sembra rispondere proprio a questa dinamica da origami, in cui ogni entità è in realtà la piega di qualcun'altra e a sua volta ne attiva un numero che può dirsi infinito. E così El alcaide di Calderón deriva dalla "piegatura" di elementi letterari e drammatici che lo precedono, e allo stesso tempo genera un altissimo numero di differenti esiti teatrali, a seconda della nazione e dell'autore che si cimenta nella sua revisione. E ciò fino al Carceriere di sé medesimo promosso nel 1681 al Teatro del Cocomero dagli Accademici Infuocati, il quale a sua volta, come vedremo, fu punto di partenza per ulteriori manipolazioni testuali...» (Nicola Usula)
25,00

Qui. Mappare e connettere il potenziale dei territori per generare economia civile

Lorenza Barucca, Angelo Buonomo, Alessio Di Addezio, Enrico Fontana

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 96

"Qui" può essere considerato un manuale per il lavoro sul campo che propone un metodo di lavoro attraverso una ritrovata capacità e volontà di lettura del territorio. Tramite quello che abbiamo chiamato "Design sul potenziale dei contesti territoriali" si propone un modo innovativo per promuovere un processo generativo di sviluppo socio ambientale locale. Si rivolge a operatori sociali, attivisti ambientali, operatori della cultura, funzionari e amministratori degli Enti Locali, assistenti sociali, innovatori, rigeneratori di luoghi e contesti, giovani che lavorano o vogliono lavorare all'interno del paradigma culturale, economico e sociale dell'economia civile, collaborativo. Un mondo variegato quindi fatto da figure tradizionali e figure ancora in cerca di una loro definizione (che forse non ci sarà mai). "Qui" è il piccolo risultato del girovagare per l'Italia da alcuni anni dove incontri, pratiche, esperienze, nuovi attori, luoghi sono stati ascoltati, visti e osservati attraverso occhi da operatori di sviluppo socio-ambientale ma che hanno utilizzato però quelle particolari lenti che rendono quello stesso sguardo doverosamente innovativo. E soprattutto la prosecuzione in una logica di approfondimento e affinamento del metodo del percorso de "i distretti dell'economia civile" generati e implementati da Legambiente attraverso il suo Ufficio nazionale Economia Civile.
12,00

Ricerche storiche (2019). Vol. 2: La didattica della storia di genere: metodologie ed esperienze

Libro

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 168

Rivista quadrimestrale di storia fondata da Ivan Tognarini Nato all'inizio degli anni Settanta, il periodico «Ricerche storiche», fin dai primi numeri, si è distinto nella promozione di iniziative di studio e di ricerca su questioni relative a grandi nodi della storia economica, sociale e culturale, italiana ed europea, dal medioevo all'età contemporanea. La rivista ha una parte monografica o tematica e una miscellanea i cui contenuti sono sottoposti a referaggio.
20,00

Raccontare e conoscere. Paradigmi del sapere nelle forme narrative

Libro: Copertina morbida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 256

«La questione del contenuto conoscitivo dispensato dalla letteratura rimanda, prima di tutto, ai dispositivi formali del discorso. Quanto scrive Frank Salaün a proposito di Prévost ha un'applicabilità generale: "...il pensiero dell'autore si esprime non a colpi di tesi e di argomenti, ma attraverso la strutturazione stessa del racconto e l'orchestrazione di alcuni temi che sono anche delle domande". Il che non significa che il testo letterario, insieme alle "forme", non esibisca anche dei "contenuti" - sempre problematici e quasi sempre in polemica con i valori ufficiali -, ma solo che il "sapere" di un testo letterario non può prescindere dal lavoro di rappresentazione svolto dalle sue strutture narrative, descrittive e riflessive. Certamente la letteratura, sul piano semantico, può "insegnare" delle cose, può fornire elementi per smascherare, demistificare, denunciare, distinguere. E quasi sempre lo fa, quando è buona letteratura. Dal punto di vista di cosa la letteratura può darci come incremento di conoscenza, almeno nella concezione moderna, resta valido l'assunto secondo cui l'opera letteraria esprime un punto di vista peculiare, nuovo, assolutamente soggettivo (gli occhiali di Proust) e come tale ci obbliga a rivedere il nostro punto di vista più o meno sclerotizzato sul mondo. È in fondo la nozione sklovskijana di straniamento che permette di interrompere una routine percettiva...» (Gianni Iotti)
22,00

Siena e i suoi personaggi nei secoli. Vol. 3

Roberto Cresti

Libro: Copertina rigida

editore: PACINI EDITORE

anno edizione: 2019

pagine: 188

«La morte del salico Enrico V, avvenuta il 23 maggio 1125 a Utrecht, lasciò l'Impero nel caos, non avendo avuto eredi maschi dalla moglie Matilde d'Inghilterra, ma solo la figlia illegittima Berta. La lotta per la successione vide opposte la famiglia degli Staufen di Svevia, signori del castello di Waiblingen (in antico Wibeling, da cui proviene il vocabolo 'ghibellino'), e i Welfen di Baviera, da cui deriva il termine 'guelfo'. Fu allora, tra gli anni venti e quaranta del XII secolo, che ebbero origine i nomi dei due partiti, i quali, secondo una consolidata tradizione, risuonarono per la prima volta come gridi di battaglia ('Hye Welff!'; 'Hye Waiblingen!') sotto le mura di Weinsberg, roccaforte della resistenza dei duchi di Baviera, assediata dall'imperatore svevo Corrado III nel 1140. Con l'ascesa al trono di Federico I Barbarossa (1155), la lotta tra guelfi e ghibellini si spogliò del carattere di competizione legata alle particolari condizioni dell'ambiente politico germanico, per trasformarsi in un conflitto fra i due massimi poteri dell'epoca, Papato e Impero. Ciò rafforzò e rese sempre più netta la divisione tra la pars Imperii e la pars Ecclesiae, come verranno comunemente indicate nelle cronache e negli atti fino ai tempi di Federico II, mentre mai si parlerà di guelfi e ghibellini. Alla morte di quest'ultimo, però, la disputa scoppiata per la successione al Regno di Sicilia accentuò ancor più lo scontro, tanto da "costringere" vari Comuni, specie toscani, a parteggiare per l'una o l'altra parte, appiccicandosi "etichette politiche" impensabili fino a pochi anni prima, e costruendo una coerente ragnatela di alleanze e solidarietà. Da allora i due vocaboli comparvero sempre più sovente nei documenti, e dopo il 1260 verranno enfatizzati dalle cancellerie papali e angioine a fini esclusivamente propagandistici. Con i guelfi indicati come valorosi difensori della Chiesa e i ghibellini quasi come eretici. Non c'è dubbio, quindi, che nel Duecento i termini 'guelfismo' e 'ghibellinismo' assunsero un carattere diverso rispetto al secolo precedente, soprattutto in Toscana, dove a partire dagli anni venti-trenta lo scontro tra Papato e Impero si era particolarmente radicalizzato. Sarebbe fuorviante, infatti, sostenere che essi abbiano mantenuto nel tempo il medesimo significato o gli sia stato attribuito un valore universale e valido per sempre. Perché i guelfi e i ghibellini non furono mai due veri "partiti", ma piuttosto forme di aggregazione che alimentarono la dialettica politica sia a livello intracomunale che intercomunale. Dopo la metà del XIII secolo, ad esempio, essere ghibellino poteva significare al contempo sostenere l'Impero, o piuttosto gli Svevi, oppure essere un acceso nemico di Carlo d'Angiò.» (Roberto Cresti)
22,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.